Driftmachine

Nocturnes

2014 (Umor-Rex) | experimental, post-kraut

Non c'è definizione applicabile a questa piccola gemma che la sempre attiva distribuzione Morr regala lanciando al tempo stesso su un panorama più vasto il piccolo e interessantissimo catalogo Umor-Rex. Driftmachine è la creatura congiunta dei berlinesi Andreas Gerth e Florian Zimmer, due autentici veterani del panorama sperimentale berlinese: nato negli Ogonjok e consacratosi nel Tied & Tickled Trio il primo, giramondo dai mille gusti il secondo, dapprima in forze ai Fred Is Dead e poi spostatosi nei Jersey prima di fondare, più recentemente, l'interessantissimo progetto Saroos, giunto agli onori delle cronache per la sua inusuale lettura dell'universo post-rock.

Ma dicevamo dell'impossibilità di definire un disco che tende a unire in un unico solco una serie di esperienze quantomai eterogenee, e sceglie di farlo per mezzo della più spontanea e imprevedibile delle vie: l'improvvisazione. Ritrovatisi a spartire strumentazione e studio, i due amici di lunga data hanno sostanzialmente dato libero sfogo alla creatività del momento, tirando fuori dal cappello una mixture che ingloba in un unico contenitore escrescenze post-idm, spianate analogiche di memoria tipicamente kraut e salti nel vuoto dalle parti di certa synth-music che dagli States continua tutt'oggi a omaggiare Berlino e la sua eredità.

Una miscela che si rivela ben presto in tutto il suo valore, seppur declinata e assortita in diverse varietà anche parecchio distanti fra loro: i cristalli liquidi danzanti di “To Nowhere Pt. 2” potrebbero tranquillamente portare la firma di Bee Mask, tanto quanto “Drift” sembra uscire direttamente da quelle sinfonie macchinali e levigate tanto care al Jon Hopkins di “Insides”.
Si fatica a dire il vero a orientarsi volendo provare a considerare le tante esperienze passate dei due protagonisti: e questa capacità di non scadere mai nell'autocitazionismo non può essere che letto come un pregio, forse il principale di un disco in cui la ricerca sonora merita un plauso analogo.

L'apertura di “Claire Obscure” è una catapulta che sembra immergere in un ambiente di pura trancedelia dub, illusione che torna ad affiorare fra le lame di “Réveil ses oiseaux”, dove pare quasi di sentire la mano del maestro bavarese Atom™.
La nostalgia si prende la sua rivincita su “Sternenmeer”, altro affondo sincopato che rovista con criterio nel fango, e soprattutto sulla distesa liquida della conclusiva “Call Mr. Oriba”, un autentico omaggio al suono delle macchine che hanno reso gloriosa la Germania elettronica. La sola “To Nowhere Pt. 1” cerca di offrire un paradigma dei tanti volti di un'esperienza che ha tutte le carte in regola per lasciare il segno.

(05/07/2014)

  • Tracklist
  1. Claire Obscure
  2. Drift
  3. To Nowhere Pt. 1
  4. To Nowhere Pt. 2
  5. Sternenmeer
  6. Réveil des oiseaux
  7. Call Mr. Oriba
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