Enten Hitti

Fino alla fine del giorno

2014 (Hic Sunt Leones) | ritual-ambient

Per chiunque non lo conoscesse, Enten Hitti è il laboratorio costruito da Pierangelo Pandiscia e Gino Ape per esplorare i confini dell'idea stessa (primordiale) di musica. A differenza di chi questo percorso l'ha affrontato seguendo la via dell'astrazione, dunque lavorando su un suono sempre più lontano dalle origini, sperimentando su di esso scientificamente, qui l'idea è quella di esaminare e ricostruire le origini antropologiche (spesso legate a doppio filo con quelle spirituali) della musica stessa, ripercorrere insomma la genesi della sostanza sonoro-musicale in mancanza (primordiale, appunto!) del sopraggiungere della razionalità e del concetto. Nato dunque con un presupposto fortemente sostanziale (la musica e il suono erette a soggetto, i loro legami con il tempo e il loro mutare in funzione di questi a oggetto, gli strumenti antichi e le improvvisazioni a mezzo, il percorso di ricerca a fine), Enten Hitti si è evoluto fino a divenire esso stesso un tramite, una finestra (musicale) in grado di affacciarsi su di un ambito spirituale più ampio.

E proprio qui il percorso di Pandiscia e Ape ha incontrato sulla sua strada quello di Alio Die, colui che più di chiunque altro è riuscito a rendere la musica un tramite dialogico tra l'interiorità meditativa del musicista e gli elementi vitali esterni ad esso (la Natura, il tempo, lo spazio). Da questo sodalizio sono nati gli ultimi capitoli del percorso Enten Hitti e nasce oggi anche “Fino alla fine della notte”, disco di svolta per il progetto in cui dalla finestra di cui sopra è finalmente possibile intravvedere una forma più definita: i demoni. Intesi però non in senso biblico, ma con accezione più strettamente spirituale, come pulsioni trasversali di antitesi all'Io viventi all'interno dell'Io stesso. Ed ecco dunque che il disco, non a caso figlio di un'esperienza sviluppatasi nella forma di degli sleeping concert, diviene raccoglitore di un rituale che coinvolge numerosi ospiti, in cui la musica si fa mezzo per entrare in contatto, nella dimensione preconscia del sogno, con i propri demoni.

Musicalmente, siamo davanti a una forma di libera improvvisazione rituale, che solo verso il finale si concede a forme strettamente ambientali – laddove il sogno prevale e la musica recupera dunque il ruolo più classico di elemento narrativo. Ruolo che comunque svolge involontariamente alla perfezione anche nei venti minuti di “Inizia il sogno... I miei demoni”, lunga anticamera in progressione che rappresenta l'avvio del rituale, la fase preliminare. E che descrive, nella prima metà, il paesaggio interiore oscuro e inquieto tra tamburi ancestrali e cori atonali, per poi condurre alla conoscenza diretta dei demoni, impersonati da spettrali bat whistle. La tensione dell'istante di contatto fra demoni e individuo è invece protagonista de “Nelle terre di mezzo .. Sospesi”, ben resa dalla narrazione vocale di Lello Cassinotti e dal violino di Giampaolo Verga. Qui si consuma anche, nel mix di umori e sentimenti, il definitivo superamento dei demoni: sconfitti in quanto incorporati, rientrati a far parte dell'individuo, non più repressi.

Il "Canto solitario . Nella capanna” di Afra Crudo e Adriana Puleio pone il sigillo finale, permettendo il calare della tensione e la distensione poi completata in “Respira .. Respirano”: le due entità sono finalmente tutt'uno. Da qui in poi il disco cambia rotta: l'arpa di Vincenzo Zitello e il guzheng di Alio Die guidano nella straordinaria “Dentro il sogno .. Eoli” al passaggio di consegne fra veglia e sonno: la riconciliazione è completata anche con l'ambiente interiore, quello stesso che in principio appariva tanto ostile. In “Prima dell'alba ... profumati” il soundscape torna a farsi organico, terreno, con il pianoforte a suonare quasi in solitaria: è il lento ritorno alla veglia e al mondo esterno di un nuovo individuo finalmente unicum con sé stesso. La ripresa di coscienza è completata nella curiosa e sorprendente ethno-ballad di “Ho visto anche dei funghi felici . Girando Attorno”, trionfo ultimo della Natura e della sua spontaneità, ripartenza temporale dalle origini prime dell'uomo e della sua musica: dal folk, appunto.

Punto d'arrivo meta-musicale di una ricerca tutta, “Fino alla fine del sogno” è forse la prova più schiacchiante e convincente della polivalenza spirituale della musica e del suono. Tale da superare, manco a dirlo, quella limitazione concettuale e razionale con cui essa diviene tale per l'uomo. Musica come strumento in grado di abbattere il muro tra conscio e inconscio, razionale e spirituale, fisico e metafisico, e capace al tempo stesso di narrare ed evocare tale superamento.
Ogni giudizio, qui, è semplicemente superfluo.

(14/03/2015)

  • Tracklist
  1. Inizia il viaggio .. I miei demoni
  2. Nelle terre di mezzo .. Sospesi
  3. Un canto solitario . Nella capanna
  4. Respira .. Respirano
  5. Dentro il sogno .. Eoli
  6. Prima dell'alba ... Profumati
  7. Ho visto anche dei funghi felici . Girando attorno
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