Giana Factory

Lemon Moon

2014 (Question & Answers / Fake Diamond) | synth-pop

L'ultimo, bellissimo Trentemøller è stato il classico disco che non ha avuto il successo meritato. Osannato dalla critica (soprattutto quella più generalista) ed entrato nel cuore degli addetti ai lavori, ha fallito però nel tentativo di imporsi su un pubblico evidentemente non ancora pronto ad accogliere a braccia aperte il passaggio del Nostro dalla minimal-techno degli esordi al caleidoscopico canzoniere che porta oggi anche dal vivo (dove invece continua a fare numeri importanti). Ma che sia un periodo di esuberanza creativa lo sta a dimostrare anche la firma, posta in calce ma in caratteri ben evidenti, su questo nuovo e secondo album dei connazionali Giana Factory, cui ha il merito di donare l'elemento in più: un arsenale di suoni splendidi e limpidi.

Sì, di Lisbet Fritze, Louise Foo e Sophie Joanne ci stavamo quasi dimenticando di parlare. Fuori dalle mura di casa, in effetti, non si sono mai affacciati più di tanto, o meglio ci hanno provato complice anche il legame con i Raveonettes che una mano la poteva sicuramente dare (nel caso ve lo foste chiesto, ecco la conferma: Louise è sorella di Sharin), ma senza che il loro (peraltro validissimo) “Save The Youth” riuscisse a ricevere una distribuzione capillare. L'ingaggio del magnate in cabina di produzione ha dato però l'impulso decisivo ed ecco dunque che “Lemon Moon” arriva ben quattro anni dopo a dare un seguito alla carriera del trio, circondato di una cospicua dose di hype (per molti si tratta della new big thing nordeuropea) e pronto a dar loro la sperata e meritata visibilità, almeno a livello europeo.

La musica dei Giana Factory è un synth-pop brulicante di suoni analogici ma il più possibile levigato e addolcito: troppo docile e immediato per potersi paragonare ai Ladytron (di analogie però ce ne sono parecchie con il solo di Marnie dell'anno scorso), non abbastanza uptempo per tenere il passo dei Röyksopp né così sognante da avvicinarsi ai Bel Canto. Eppure, da tutti i conterranei citati i tre sembrano prendere qualcosa, e a questo ci uniscono senz'alcun dubbio anche l'eredità simil-gaze dei già citati “fratelli maggiori”. La caratteristica più interessante della loro miscela è però la varietà estrema della carica umorale, pronta a passare da spiccata serenità pop a tensioni quasi psicodrammatiche. Così se nel crescendo in sordina di “Walking Mirror” e nella culla di “Don't Fall In Love” il ghiaccio si scioglie fra i raggi di un sole tiepido, e “I Live At Night” si sviluppa analogamente su pulsazioni in progressiva accelerazione, lo splendido carillon dell'iniziale “Right Or Wrong” resta intrappolato sotto uno strato di isolante termico.

Che i tre puntino però anche al suolo lunare lo si intuisce ben presto dalle fitte trame aliene della title track: l'impressione è poi confermata nei sussurri che animano dall'interno “Downtown”, nel clamoroso groove da iperspazio che anima “My Power Obey” e nel mantra ipnotico di “Our Hearts Are Punding”. La spiccata propensione pop di “Head Up High” rischia di essere l'arma in più per rivelare al pubblico l'ennesima creatura nordica dal talento cristallino.

(06/06/2014)

  • Tracklist
  1. Right Or Wrong
  2. Walking Mirror
  3. I Live At Night
  4. Lemon Moon
  5. Don't Fall In Love
  6. Head Up High
  7. Downtown
  8. It's Your Life
  9. My Power Obey
  10. Our Hearts Are Punding
  11. In Between
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