Francesco Giannico

Litania

2014 (Unknown Tone) | electroacoustic ambient

L'arte di Francesco Giannico si esprime in forme fra di loro diverse, ora con l'accento posto su un dettaglio particolare, ora all'insegna di uno sguardo d'insieme sugli elementi che la compongono. Potremmo parlare di lui forse come la figura più emblematica e completa del panorama della sound art italiana – e l'impegno profuso, tramite l'Archivio Italiano Paesaggi Sonori, per costituire un fronte unico che abbracci l'intera penisola coinvolgendo tutti gli artisti dediti all'arte del suono, ne sarebbe importante conferma.

“Litania” è una piccola meraviglia pubblicata in edizione limitata verso la metà dell'anno scorso, che rientra più di ogni altro lavoro firmato da Giannico nella seconda delle due categorie accennate in partenza. Qui è condensato il succo della sua poetica, racchiuso in nove gemme che si figurano come altrettante istantanee interiori, esposte nella loro essenza ma intrinsecamente legate con l'ambiente esteriore. Il soggetto e le sue emozioni, inquietudini, sensazioni a confronto con l'oggetto, dove quest'ultimo è inteso come la totalità del circostante esterno al primo.

Il disco si offre però non come una semplice colonna sonora esistenziale, ma come autentico esercizio fenomenologico: la musica diviene espressione della relazione fra interiorità ed esteriorità, raccoglie in sé le sensazioni della prima a contatto con la seconda ma anche le reazioni generate dalla dinamica opposta. Tutto questo già nell'introduzione stridente di “Non esisto”, primo contatto in negativo, subito seguito dalla digressione chimica di “Organic”: pianoforte dilatato, limpidezza e innocenza, primi dati sostanziali per la memoria.

La lettura para-filosofica non è condizione necessaria per lasciarsi conquistare dal drone possente della title track - estensione quasi orchestrale che molto porta con sé delle lezioni di Dirk Serries, attualizzate in un contesto elettroacustico. Si tratta semmai di uno sguardo possibile per comprendere l'idea di nascita e genesi che sta alla base del brano, tradotta nella squisita semplicità armonica quanto nei campionamenti del pianto di un neonato, e per giustificare poco dopo l'ossimoro di “Feroce”, al cui titolo si oppongono uno sciame di flussi morbidi e malleabili.

Nei bagliori sintetici di “Una fioca brillantezza” l'occhio torna protagonista, prima di essere lievemente sfregiato da una fine spolverata di rumore. Se “Sempre qui” riprende ed amplia l'inquietudine già propria delle prime battute del disco, quest'ultima inizia a risolversi nelle roventi riflessioni di “Slow Thoughts”, dalle parti dell'ultimo Lawrence English. Per poi condensarsi in un pessimismo consapevole nella chiusura de “Il male minore”, sorta di sunto all'insegna dell'isolazionismo, tra sfumature di droni perpetui e sciami ovattati di rumore.
Una delle vette del made in Italy ambientale tutto.

(06/04/2015)

  • Tracklist
  1. Non esisto
  2. Organic
  3. Litania
  4. Feroce
  5. Sempre qui
  6. Una fioca brillantezza
  7. Slow Thoughts
  8. Levando
  9. Il male minore
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