Godflesh

A World Lit Only By Fire

2014 (Avalanche) | sludge metal

La notizia non è che, tredici anni dopo “Hymns”, i Godflesh rilascino un nuovo album in studio. Se ne era parlato a più riprese a partire dal 2010, e dopo il definitivo reunion tour dell'anno scorso – che li ha visti anche sui palchi di Bologna e Mezzago – e l'anticipo di un Ep (“Decline & Fall”) non ci sono stati più dubbi.
Nel decennio abbondante di assenza, Justin Broadrick ha lavorato a numerosi progetti in proprio e collaborazioni, principalmente definendo appieno il sound estatico di Jesu e tastando il terreno electro-dub col moniker Pale Sketcher.

Alla luce di ciò la vera notizia è, semmai, che queste esperienze parallele hanno lasciato quasi intatto il sound dei Godflesh, che oggi tornano a esibirsi con la stessa furia degli esordi, e anzi con uno stile ancor più vigoroso. “Un mondo illuminato soltanto dal fuoco”: eloquente metafora per un album che va a riaccendere proprio i roghi di “Streetcleaner”, la cui componente industrial sopravvive unicamente nell'uso della drum machine, piano di partenza per il duo d'assalto. La loro attitudine sembrerebbe quasi rinascere dalle macerie del nichilismo che nutrì le mascelle dei primi Swans ma senza disdegnare, in certi casi, un ricambiato tributo al thrash dei Metallica.
Da parte sua, la massiccia ritmica schiacciasassi della chitarra di Broadrick ridà pieno senso al termine sludge, quella melma che tutto corrode e inghiotte e dalla quale – almeno stando alla tripletta iniziale – sembra non esserci scampo; se a ciò si aggiunge un basso ruggente come quello di G.C. Green, la miscela acquisisce una potenza davvero inaudita (su tutte si vedano “Shut Me Down” e “Imperator”).

Gli unici spiragli nel muro di distorsioni si aprono nell'incedere rallentato di “Obeyed” – dove ai power chords si alternano tonalità minori spurie alla Jesus Lizard – e nei due numeri finali, che come altri ereditano il lato melodico del Broadrick-vocalist più recente (“Forgive Our Fathers” è Jesu al cento per cento). Benché la coesistenza tra “prove di forza” e gravose introspezioni sia ben calibrata, il minor mordente di queste ultime non ce la fa a reggere il confronto, specialmente in fase di chiusura, lasciandoci così con la voglia di ulteriore adrenalina.
Il ritorno di “A World Lit Only By Fire” è comunque uno scossone che si fa sentire forte e chiaro, nonché un utile campionario da aggiungere alle setlist dei prossimi concerti che, ne siamo certi, metteranno a ferro e fuoco i palchi dei principali festival alternativi.

(08/11/2014)

  • Tracklist
  1. New Dark Ages
  2. Deadend
  3. Shut Me Down
  4. Life Giver Life Taker
  5. Obeyed
  6. Curse Us All
  7. Carrion
  8. Imperator
  9. Towers Of Emptiness
  10. Forgive Our Fathers


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