Green Kingdom

Expanses

2014 (Dronarivm) | ambient-drone, ambient-dub

Michael Cottone ha iniziato circa otto anni fa a tradurre in musica le immagini della sua creatività, quelle stesse che fino a prima avevano preso la forma di splendide opere grafiche, molte delle quali per giunta usate come copertine dei suoi dischi. Fa strano, ascoltando una musica che si assocerebbe molto più facilmente alle gelide lande del Nord, alle piovose regioni dell'Europa continentale o a quella porzione di Stati Uniti dominata da distese desertiche, scoprirlo abitare in quel di Detroit: la patria della techno, la metropoli musicale per eccellenza – insieme a Chicago e, in misura minore, New York – del continente americano.

“Expanses” è il parto numero nove di una carriera poco nota persino agli appassionati del genere, ma caratterizzata da una qualità media elevatissima e da una cura certosina di ogni dettaglio. Per questo nuovo lavoro, il musicista che si cela dietro la one-man band Green Kindom ha voluto aggiungere un elemento nuovo a una miscela ambient-drone che guardava già senza mezze misure a certi prodotti di casa Kranky, Stars Of The Lid in cima: il dub. C'è un battito sotterraneo che anima il cuore di quasi tutti e dieci gli acquarelli senza titolo che compongono il disco, un battito quasi inudibile che riporta senza indugi a Loscil come riferimento primo e alle glaciazioni dell'ultimo Celer subito dietro.

Il carillon d'apertura, sette minuti di stalattiti danzanti e aurore boreali, tocca immediatamente un epos atmosferico notevole, aprendo la via alla serena stasi del suo successore, fra gocce di pianoforte, rintocchi candidi e languori celestiali, e alla distesa di archi sintetici della sesta traccia. La scena si ripete giunti al brano numero otto, stavolta dipinto di un tramonto fatto di arpeggi e carezze, a contrapporsi alle desolazioni vivide musicate nello scorrere fluido del quarto brano, nel breve passaggio quasi sacrale del quinto e nella gelida e ventosa nebbia di droni pronta a offuscare il pianoforte nel settimo. Nel terzo episodio l'elemento dub conquista il primato della scena, guidando in un'escursione fra le nevi che culmina nella vetta degli undici minuti del nono, fra voci angeliche e sussurri, prima che la chiusura torni con dolce malinconia agli arpeggi del principio.

Fosse uscito per la già citata Kranky piuttosto che per la nostra Glacial Movements, “Expanses” avrebbe sicuramente goduto di maggior riscontro sia da una critica che fatica – e lo diciamo per esperienza – a stare dietro alla miriade di uscite che il mondo ambientale sottopone all'attenzione, sia di un pubblico che è, a dire il vero, in costante espansione. Accade invece che a pubblicare il disco sia Dronarivm, un'etichetta russa nata solo due anni fa per la lodevole volontà di Dmitry Taldykin e sottoposta oggi alle amorevoli cure di Bartosz Dziadosz – per chi non volesse perdersi nulla, recuperare i suoi lavori a nome Pleq non può che far bene. Un battesimo tardivo su questi lidi per una label che promette di continuare a far parlare di sé e un musicista il cui talento meriterebbe ben altra considerazione.

(14/02/2014)

  • Tracklist
  1. Untitled
  2. Untitled
  3. Untitled
  4. Untitled
  5. Untitled
  6. Untitled
  7. Untitled
  8. Untitled
  9. Untitled
  10. Untitled
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