Janek Schaefer

Inner Space Memorial In Wonderland

2014 (Dekorder) | ambient-drone

Dopo aver fornito un saggio convincente della sua ricerca sul found sound applicato all'ambient nel contemporaneo “Unfolding Luxury Beyond The City Of Dreams”, Janek Schaefer pubblica in simultanea sempre per la Dekorder e sempre su Lp questo “Inner Space Memorial In Wonderland”. Sin dalla copertina e da una rapida occhiata alla tracklist, è palese ed evidente come il sound artist londinese abbia concepito l'intera operazione: una panoramica il più possibile completa e variopinta su quella che è la sua attuale direzione sonora.

Se in alcuni episodi del fratello gemello si aveva già avuto modo di evidenziare un avvicinamento del Nostro alla ricerca dei vari Ben Frost, Tim Hecker e dell'ultimo Lawrence English sull'impatto armonico del suono, l'impressione trova conferma e compimento nelle due suite da venti minuti che compongono questa “altra faccia della medaglia”. Qui Schaefer si lascia andare, sposa il minimalismo dronico più assoluto lavorando in entrambi i casi su due singole sequenze sonore, immobili e inevolute, e operando su di esse una sorta di progressiva iniezione di energia.

Il tutto, di nuovo, nasce dalla rielaborazione di materiale concepito in precedenza per installazioni e performance: “Inner Space Memorial”, il più convincente dei due lunghi monoliti, è dedicato stavolta a J.G. Ballard, e fu parte di un omonimo monumento commemorativo videosonoro realizzato da Schaefer poco dopo la sua scomparsa. L'attenzione è tutta concentrata sulle alte frequenze, padrone di un sound ereditato in apparenza più dalla scuola ambient tradizionale che dalla sound art contemporanea, e protagoniste di un ottimo climax che sfuma a ritroso nel finale.

Meno convincente e decisamente meno coinvolgente è invece “Wonderland”, originariamente fase conclusiva del commento sonoro preparato per “Asleep At The Wheel...”, forse la più discussa e chiacchierata delle sue installazioni (il cui concept di base è un attacco, ben più che condivisibile, alla comune pratica contemporanea del “vivere con la testa fra le nuvole”). Una massa sonora monocorde, ombreggiata qua e là da campionamenti di rombi di motore e veicoli in passaggio, che fuori dal suo contesto originario tende a lasciare il tempo che trova.

Un episodio dai due volti, che se da un lato aggiunge una serie di nuove possibilità espressive all'arte sempre imprevedibile e mai scontata di Schaefer, dall'altro mette in evidenza lo stadio ancora embrionale (per lo meno a livello di autonomia sonora) di queste ultime.

(30/12/2014)

  • Tracklist
  1. Inner Space Memorial
  2. Wonderland
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