J Mascis

Tied To A Star

2014 (Sub Pop) | folk-rock, songwriter

Vi è mai capitato di assistere a un concerto dei Dinosaur Jr? Se (come penso e spero) potete affermare con fierezza di esservi trovati al cospetto di questa immensa band, genuini portabandiera dell'alt-rock americano che tanto piacevano all'imberbe Kurt Cobain, è probabile che anche voi siate rimasti folgorati dall'enigmatica figura di J Mascis. Una specie di guru dai lunghi capelli d'argento che ondeggia stancamente trascinato dai suoi distorti e interminabili assoli, un burbero cinquantenne dall'aria maledettamente simpatica, che non parla quasi mai e sorride ancora meno. Una sera, a un concerto dei miei Dinosauri preferiti, dissi a un amico: “Cazzo, ma ti immagini avere J Mascis come vicino di casa? Meglio, pensa ad avercelo come zio! Immaginati che figata, andrei a trovarlo al suo negozio di dischi e passerei le giornate intere in mezzo ai vinili a bere birra e suonare con lui, poco ma sicuro!”. Non male come prospettiva, vero?

Una premessa sul personaggio era d'obbligo, così come è d'obbligo ricordare quanto sia poco utile ad oggi limitarsi a contestualizzare il talento di J Mascis in mezzo al fragore melodico e ai volumi altissimi delle sue chitarre elettriche (quasi trent'anni di onorata militanza noise-rock ci sembrano più che sufficienti, nonostante la sua band non accenni proprio a estinguersi). Ecco quindi “Tied To A Star”, la naturale evoluzione dell'ottimo “Several Shades Of Why”, il canto solitario dell'eterno ragazzo J. Un canto libero, leggero, maturo, che si insinua sottopelle con spiazzante facilità e che, possiamo giurarci, dipingerà di tinte pastello il nostro autunno ormai alle porte.

Ed è così che l'iniziale “Me Again” dischiude le porte a un mondo fragile e bellissimo, sorretto da tenere pizzicate di chitarra acustica in punta di dita. Ma più in generale “Tied To A Star” si rivela un album vivo, caldo, visceralmente folk-rock, capace di mescolare al suo interno struggenti e malinconiche armonie (“And Then”), ballate strumentali d'altri tempi (“Drifter”) e controllati slanci noise (la stupenda “Stumble”) che non possono tradire o nascondere la pesante eredità sonora della band di Mascis (e non potrebbe essere altrimenti). In questo senso vanno ascoltate “Every Morning” e la camaleontica “Trailing Off”, figlie più che legittime del sound elettrico dei Dinosauri, con quegli intermezzi di fragorosa melodia e le linee distorte ad accompagnare una chitarra acustica spremuta fino al midollo. La migliore del lotto? Sicuramente “Wide Awake”, per chi scrive la più magnifica fra le gemme di questo album, e non è proprio un caso che la bella e tormentata Cat Power presti la sua meravigliosa ugola proprio in questo frangente.

Anche questa volta il buon J pesca a suo piacimento dal grande mazzo delle emozioni e scardina ancora una volta le nostre difese con pochi semplici accordi, impreziositi dagli spigolosi sprazzi elettrici e, più di ogni altra cosa, dalla sua voce immediatamente riconoscibile fra mille. Giunti alla fine di questo ennesimo racconto sonoro, in perenne equilibrio fra melodia e rumore, non possiamo che ringraziare idealmente Mr. Mascis per quello che ci ha finora regalato e per quello che, siamo sicuri, continuerà a regalarci in futuro.

(29/08/2014)

  • Tracklist
  1. Me Again
  2. Every Morning
  3. Heal The Star
  4. Wide Awake
  5. Stumble
  6. And Then
  7. Drifter
  8. Trailing Off
  9. Come Down
  10. Better Plane


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