John Cale & Terry Riley

Church Of Anthrax (ristampa)

2014 (Esoteric/cherry red) | rock minimalista

Terry Riley, è quasi superfluo ribadirlo, fu tra i compositori minimalisti americani quello che maggiormente influenzò il mondo del rock, da Mike Oldfield agli Who, fino ai Soft Machine, non contando compositori elettronici come David Borden. Fu quindi quasi naturale per Riley cimentarsi in prima persona con un musicista rock, specialmente dopo il successo del suo capolavoro "A Rainbow In Curved Air" (Columbia, 1969) e lo fece proprio con uno dei più dotti e alternativi, ovvero John Cale, che si era separato dai Velvet Underground poco prima del loro scioglimento.

Cale non era certo uno sprovveduto, avendo alle spalle studi classici e avendo fatto un notevole apprendistato presso il geniale LaMonte Young nel suo magico Theatre Of Eternal Music, esperienza questa che permise al musicista gallese di poter concepire i massimi capolavori dei Velvet Underground, con "Sister Ray" in testa. Cale e Riley si riunirono nel 1970 per registrare a quattro mani "Church Of Anthrax", che uscì l'anno successivo per la Columbia.
I rapporti tra questi due giganti non furono idilliaci, dato che ciascuno dei due aveva idee differenti su come concepire questo esperimento rock. Riley avrebbe voluto dare un'impronta più mistica, com'è infatti nel suo consueto stile, mentre Cale premeva per uno stile più tendente alla canzone rock. Ciò che infatti venne pubblicato su disco fu talmente rimaneggiato da Cale (che era anche il produttore esecutivo del disco) che Riley si dissociò, tanto da voler pretendere la rimozione del suo nome in copertina, richiesta che non venne però accolta dai discografici.

Di sicuro, si capisce poco di chi dei due abbia firmato la maggior parte della musica. La mano di Riley è particolarmente avvertibile nella splendida title track, nove minuti dove si incontrano il gioioso tema pastorale di "A Rainbow In Curved Air" (quasi una variazione su quel tema) con i climi psicotici degni dei migliori Velvet Underground. Anche il lungo deliquio pianistico con contrappunti del sax soprano di Riley di "The Hall Of Mirrors In The Palace Of Versailles" è farina del sacco del grande compositore californiano.
È invece sicuramente Cale l'autore unico della bella "The Soul Of Patrick Lee", una canzone classicheggiante che si distacca dalla psichedelia di "Vintage Violence" (Columbia, 1970) e anticipa invece lo stile rock decadente di "Paris 1919" (Reprise, 1973). Altro pezzo notevole è il lungo "Ides Of March" (quasi una prova generale per "The Philosopher" dell'anno successivo), destinato a rimanere uno dei capolavori assoluti di Cale e che avrebbe fatto la parte del leone su "Academy In Peril" (Reprise, 1972).
Il disco si chiude con la breve "The Protégé", un curioso hard-boogie pianistico in chiave minore che termina con un fastidioso effetto Larsen. Non sapremo mai come suonerebbe questo album se Cale non avesse manipolato le registrazioni originali. Fatto sta che il risultato è pienamente soddisfacente, seppur discontinuo in più punti.

Da tempo fuori catalogo, questa nuova edizione della Esoteric/Cherry Red è caldamente consigliata, dato che mai come ora il remastering ha messo in luce dettagli che neanche sul vinile originale venivano colti. Sempre dalla stessa label si raccomanda la versione "expanded" del capolavoro omonimo degli United States Of America, che surclassa nettamente a livello di suono quella pur buona della Sundazed.

(25/06/2014)

  • Tracklist
  1. Church Of Anthrax
  2. The Hall Of Mirrors In The Palace Of Versailles
  3. The Soul Of Patrick Lee
  4. Ides Of March
  5. The Protégé
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