John Lemke

Walizka

2014 (Denovali) | modern classical, downtempo

In chiusura dell'anno scorso si era già parlato dello scozzese John Lemke, uno dei volti nuovi e più curiosi del catalogo Denovali, in corrispondenza dell'uscita del suo primo lavoro, il raffinato quanto discontinuo “People Do”. Un nome che era riuscito a dire il vero a convincere solo in parte, mostrando per l'appunto la tendenza a sviluppare in maniera forse troppo affrettata un gruzzolo di ottime idee che facevano comunque ben sperare sul possibile prosieguo della sua carriera. In attesa che le previsioni trovino eventuale realizzazione nel pratico, l'etichetta berlinese ci offre l'interessante pubblicazione di questo primo extended play del compositore scozzese, disponibile in precedenza in solo formato digitale per il download dal suo Bandcamp e dal sito dell'etichetta.

Già a partire dal design scelto per la cover è facile intuire la continuità sottolineata fra questo breve assaggio e il suo “sviluppo” sulla lunga durata: potremmo parlare di “Walizka” come del contenitore delle basi stilistiche che sarebbero poi state sviluppate in “People Do”, espresse qui in una forma decisamente più pura e incontaminata. Una sorta di prequel, insomma. A risultarne sono tre brevi frammenti che tendono a esprimersi con maggiore spontaneità inquadrando da tre prospettive differenti uno stile stavolta ben definito, che vede in prima linea il pianoforte, contornato da costanti e soffusi ritmi dub. Altra caratteristica è il suono decisamente sporco e fumoso che fa da contraltare alle limpide note, ancora lontane dal clima chill che avrebbero assunto poi.

La title track è addirittura agitata da un'ossatura ritmica quasi ballabile, sulla quale il pianoforte ricama una melodia nitida e penetrante, in un quadretto perfetto per la colonna sonora di un film fantasy: il tocco di Nils Frahm, presente al mixer e come sponsor dell'intera operazione, ha il merito di lavare via la patina accademica in eccesso.
“Kompass” si inabissa su lidi più oscuri allentando la presa e dilatando i tempi, cullata dai languori di un sintetizzatore in una foresta umida, mentre “Drift” è forse il pezzo più elaborato, costruito su un dub ipnotico “vittima” ben presto delle incontrollabili esondazioni del piano. Il tutto è frutto esclusivamente di session improvvisate e la differenza nella spontaneità delle ambientazioni si fa sentire non poco.

Nuovi e inediti sono invece i quattro remix che, come da consuetudine, vengono aggiunti a questa repress fisica. L'incontro con i Piano Interrupted è forse il più prevedibile, considerata la vicinanza sonora fra il loro percorso e quello di Lemke: la loro versione della bella title track è arginata dai tipici “ostacoli” elettronici, che qui finiscono però per snaturare la purezza del pezzo. “Kompass” viene invece prima rinchiusa in una camera a isolamento termico dall'abilissimo Saffronkeira, e poi liberata nel mezzo di una desolata e gelida distesa di droni dal misterioso Everyday Dust. A offrire le sue cure a “Drift” è invece un Petrels sempre più in palla, che la rivolta tirandone fuori una gemma che gioca sull'intermittenza armonia-rumore.
Un piccolo gioiello da conservare gelosamente.

(09/06/2014)

  • Tracklist
  1. Walizka
  2. Kompass
  3. Drift
  4. Walizka (Piano Interrupted Remix)
  5. Kompass (Saffronkeira Remix)
  6. Kompass (Everyday Dust Remix)
  7. Drift (Petrels Remix)
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