Maria Antonietta

Sassi

2014 (La Tempesta) | songwriting, alt-pop

Diciamolo subito: qualunque opinione ognuno si sia fatto su Maria Antonietta finora, difficilmente la cambierà dopo l’ascolto di questo secondo disco. Le caratteristiche più immediatamente percepibili del tanto discusso debutto, infatti, sono ancora tutte lì: il timbro vocale, innanzitutto, ma anche lo stile di scrittura delle canzoni, sia quello melodico che quello relativo ai testi, con riferimenti a personaggi religiosi e un modo di descrivere la propria vita e la propria intimità con un lessico decisamente terreno e che non cerca voli pindarici. Chi ha apprezzato, quindi, la capacità del debutto nel saper descrivere situazioni personali in modo realista e concreto, ritroverà qui lo stesso pregio; chi era infastidito dal modo di cantare della Cesarini, dalle sue melodie che non puntano certo sulla raffinatezza e dal linguaggio dei testi, rimarcherà nuovamente gli stessi difetti.

Accanto alle valutazioni soggettive, però, c’è il contenuto oggettivo di un disco e il confronto tra esso e quello dei lavori precedenti, e oggettivamente si può tranquillamente dire che la Cesarini non si è certo adagiata su quanto fatto finora, ma ha proposto, in questo lavoro, moltissime soluzioni nuove dal punto di vista del suono e dell’interazione tra esso e la voce. In linea generale, il suono è decisamente più pulito e hi-fi, mentre, nello specifico, una minoranza di canzoni ha un struttura semplice con pochi elementi, mentre la maggior parte possiede arrangiamenti più complessi, con tastiere, pianoforte o archi in evidenza. Anche all’interno di queste due tipologie, i brani divergono tra loro: tra quelli dal suono più semplice, “Ossa” è il più punk mai proposto dalla Cesarini, invece “Decido Per Sempre” è una ballata elettrica morbidissima, in “Diavolo” la chitarra è acustica, ma la linea di tastiera rende il suono complessivo più tagliente e la conclusiva “Molto Presto” vede la presenza solo della voce e di rotondi arpeggi di chitarra acustica. Tra le canzoni che presentano un maggior numero di elementi nel suono, “Galassie” è un partenza eterea nella quale c’è la voce in primo piano ma l’accompagnamento musicale ha una certa strutturazione; “Abbracci” è la meno lineare, con continui saliscendi di intensità sonora e con una parte ritmica in leggero controtempo con la voce; “Tra Tutte Le Cose” parte solo voce e pianoforte, ma poi il brano si rivela il più ricco di elementi, con la presenza di tutti quelli citati sopra; “Giardino Comunale” prova anch’essa ulteriori soluzioni nelle quali la parte ritmica ha un andamento sfasato rispetto alla linea vocale e contemporaneamente con un suono in continuo cambiamento; lo stesso si può dire della strofa di “Ombra”, ma su toni più dimessi e meno colorati, poi però il ritornello ritrova una struttura più semplificata; “Animali”, infine, è l’unica canzone che mostra un crescendo lineare e costante.

Per completezza, è giusto citare un paio di differenze nei testi rispetto al passato: i riferimenti religiosi non sono più relativi a personaggi femminili, ma vanno a coinvolgere direttamente Dio e Gesù e le situazioni descritte non sono tutte negative ma in diversi brani si parla esplicitamente della serenità data da una situazione sentimentale stabile. In ogni caso, mi sono soffermato il più possibile sulla descrizione dei singoli brani proprio per far capire al lettore lo sforzo profuso dalla Cesarini nel crescere artisticamente, dopodiché, come già detto all’inizio, i gusti di ognuno rimangono tali e qui l’artista non si è certo sforzata di cambiarli, ma ha mantenuto la propria natura e la propria attitudine cercando di accostarle a un ventaglio espressivo più ampio. Personalmente, la premio anche perché è riuscita perfettamente in questa missione, che non era affatto facile. Ci si poteva immaginare, infatti, che il suo stile avrebbe funzionato solo con il suono poco curato del debutto, che la sua genuinità sarebbe stata affogata dalla strutturazione e dalla ricchezza sonore, invece i pregi di Maria Antonietta sono ancora tutti lì e i dubbi sulla possibile scarsa longevità di questo progetto sono quasi del tutto fugati già al secondo disco.

(24/03/2014)



  • Tracklist
  1. Galassie
  2. Abbracci
  3. Tra Me E Tutte Le Cose
  4. Giardino Comunale
  5. Ossa
  6. Ombra
  7. Decido Per sempre
  8. Animali
  9. Diavolo
  10. Molto Presto




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