Nada

Occupo Poco Spazio

2014 (Santeria) | songwriter, pop, rock

Lo spazio che Nada Malanima occupa nel panorama musicale italiano ha un valore inestimabile. Partita ancora minorenne dal palco dell'Ariston – era il 1969, e lei cantava “Ma che freddo fa” - si è ben presto smarcata dagli angusti dogmi della canzone italiana, tracciando una traiettoria più personale e autarchica che, se da un lato non chiudeva del tutto le porte ai Sanremo del caso (l'ultima apparizione è datata 2007, con il brano “Luna in piena”), d'altro canto con l'avvento del nuovo millennio si addentrava progressivamente nel mondo indipendente, coinvolgendo allo stesso tempo diversi musicisti più o meno affermati e pienamente appartenenti a quell'ambito (Zen Circus, Criminal Jokers e via dicendo).

A tre anni di distanza dal fortunato “Vamp”, l'artista livornese ritorna sulle scene con dieci brani nuovi di zecca contenuti nell'album “Occupo poco spazio”. Dal punto di vista artistico, Nada non rinnega – anzi, amplifica – la peculiare scrittura che abbraccia cantautorato, punk e pop e sa essere dolce e graffiante con identica sincerità.
Per quanto concerne il modus operandi, invece, la Malanima si tuffa nell'ennesima scommessa vinta. Ovvero quella di dare vita a un'opera orchestrale, con tanto di archi e fiati, affidandosi a piene mani a due garanzie viventi: Enrico Gabrielli a curare gli arrangiamenti e a dirigere in presa diretta una squadriglia di musicisti d'eccezione (Rodrigo D'Erasmo, Daniela Savoldi, Mario Frezzato, Paolo Raineri, Francesco Bucci, Domenico Mamone, Alessandro Grazian, Beppe Mondini, Sebastiano De Gennaro e Roberto D'Ellera) e l'ormai onnipresente Tommaso Colliva (Muse, Calibro 35) a plasmare il sound con la consueta maestria.
Infine, i contenuti: uno spaccato di piccole-grandi storie private e pubbliche, vicende di donne coraggiose e sole, narrate con spietata crudezza – il punto di riferimento resta il conterraneo Piero Ciampi – o piglio letterario, a seconda del registro e dello stato d'animo.

Si assiste così a una processione di moti in contrasto, tra progressivi affioramenti melodici (“Come un corpo dentro ai panni”, la splendida “L'ultima festa”), brusche accelerate dal piglio punk (“Occupo poco spazio”, “Questa vita cambierà”), slanci elettronici dal retrogusto caustico (“La terrorista”), passaggi a mezza strada tra pop e classica moderna (“Auguri”), travolgenti gemme in puro stile Nada (“Gente così”, “Il tuo Dio”).
Elegante ma lontana anni-luce da ogni sentore di snobismo, asciutta e brillante nella peculiare narrazione in musica, Nada si conferma come la più interessante anomalia della sfera musicale italiana: a dispetto di tante presunte promesse senza arte né parte, la più giovane e arguta voce dei nostri tempi resta quella dell'eterna Malanima.

(14/03/2014)

  • Tracklist
  1. La mia anima 
  2. Occupo poco spazio 
  3. La terrorista 
  4. L'ultima festa 
  5. Questa vita cambierà 
  6. Sonia 
  7. Auguri 
  8. Gente così 
  9. Il tuo Dio 
  10. Sulle rive del fiume
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