Nicki Minaj

The Pinkprint

2014 (Young Money) | hip hop, trap, electro-r'n'b

Secondo il calendario cinese il 2014 è stato l'anno del cavallo. Secondo lo zodiaco mainstream invece questo è stato indubbiamente l'Anno del Culo; per celebrarlo, Jason Derulo & Snoop Dogg ("Wiggle"), Iggy Azalea e Jennifer Lopez ("Booty"), l'odiosa offerta politically correct della meteora Meghan Trainor ("All About That Bass"), e Kim Kardashian in qualità di madrina della cerimonia – no, (ancora) non canta, ma come sa tenere lei in bilico una coppa di champagne sulle chiappe nessuno altro. Tuttavia, la regina dell'Anno del Culo per eccellenza è stata Nicki Minaj, che con "Anaconda" – e annesso video – ha elevato il suo deretano a vero e proprio monumento di culto, scuotendolo a forsennati ritmi trap in una giungla di serpenti, ananas e pozzanghere d'acqua marcia. C'è stato un momento quest'estate durante il quale sembrava che la Minaj si sarebbe seduta in faccia al mondo intero, coprendo per sempre la visuale del buon gusto.

E invece, nonostante tali premesse, "The Pinkprint" è tutto tranne che un album trash. A un passo dalla consacrazione mondiale, finora smodatamente perseguita a colpi di ego degni d'un Kanye West, la Minaj compie un sorprendente passo laterale, tagliando del tutto i folli singoli dance che l'avevano resa famosa per tornare alle proprie radici hip-hop, al trap più oscuro o eventualmente espandendo verso certe atmosfere electro-r'n'b attualmente proposto da gente come Jhené Aiko e Tinashe.
I segnali per una svolta soft in verità non erano mancati, erano solo rimasti oscurati dal suo stesso culo! La vulnerabile "Pills N Potions", singolo ormai vecchio di mesi, aveva un andamento mesto come un pezzo di Mike Skinner in preda alle crisi d'amore, e faceva intravedere Nicki come un'inedita femmina ferita. Su tale scia seguono quindi pezzi delicati come "All Things Go", che racconta di tristi vicende biografiche, o l'intensissima "I Lied", la slow-jam "Get On Your Knees" con ospite Ariana Grande, il bel ritornello-anthem di "The Night Is Still Young", le raffinatezze di "The Crying Game", scritta e cantata addirittura con Jessie Ware, e un "Grand Piano" strappalacrime con violini neoclassici. Anche la Sig. Carter è tutto sommato contenuta su un pezzo da night-club quale "Feeling Myself", ma convince già meno "Bed Of Lies" con Skylar Grey.

Il più recente singolo "Only" è invece un trap terso, monotono e zeppo di superospiti, che renderà sicuramente felici i fan della prima ora, ma è decisamente insulare per il (numeroso) pubblico che era rimasto ipnotizzato dalla sua "Anaconda" – da notare, infatti, che in questo caso lo "scandalo" necessario al lancio è stato destato giusto dall'accostamento di un lyric video dai richiami nazisti (una mancanza di tatto che a Nicki è costata tantissimo a livello mediatico, e alla quale ha posto rimedio pubblicando un video ufficiale dai toni completamente differenti). Il rimanente dei pezzi di "The Pinkprint" segue dunque questo ritorno all'hip-hop autocelebrativo e fortemente emancipato, snocciolato su basi scarne ed essenziali dove Nicki è sempre in grado di riempire i vuoti con la sua naturale presenza, ma che di fatto sulla lunghezza di oltre un'ora di durata fa calare la palpebra a chi già non mastica il genere (la versione deluxe di brani ne presenta ben 19).

Non si può certo rimproverare una mancanza di coraggio a "The Pinkprint" che anzi suona come una celebrazione massima ai limiti del solipsismo, e dimostra che Nicki Minaj ha un'ardita visione artistica di se stessa che va ben oltre i 15 minuti di gloria prestabiliti. Quel che manca a questo giro però – "Anaconda" esclusa – è forse un po' sano divertimento, di quella Nicki fuori di testa che sapeva arraffare e strafare, divertire e portare tutti in pista in un gioioso circo trash. Con quel culo, del resto, se davvero lo volesse potrebbe smuovere dalla sedia persino la regina Elisabetta. You got buns, ma'am?

(30/12/2014)



  • Tracklist
  1. All Things Go
  2. I Lied
  3. The Crying Game
  4. Get On Your Knees feat. Ariana Grande
  5. Feeling Myself feat. Beyoncé
  6. Only feat. Drake, Lil Wayne & Chris Brown
  7. Want Some More
  8. Four Door Aventador
  9. Favorite feat. Jeremih
  10. Buy A Heart feat. Meek Mill
  11. Trini Dem Girls feat. Lunchmoney Lewis
  12. Anaconda
  13. The Night Is Still Young
  14. Pills N Potions
  15. Bed Of Lies feat. Skylar Grey
  16. Grand Piano
  17. Big Daddy feat. Meek Mill*
  18. Shangai*
  19. Win Again*

*versione deluxe




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