L'Officina Della Camomilla

Senontipiacefalostesso Due

2014 (Garrincha) | alt-rock, alt-pop

Il cambio di stile era nell'aria già da un po’. In primis, a partire dai live che, dall’esordio con “Senontipiacefalostesso Uno”, sono sempre di più migrati da una forma acustica a un’attitudine punk, poi, dai brani contenuti nel secondo Ep uscito tra i due album, “Squatter Ep” (L’Officina per promuoversi ha preso la brutta abitudine di far uscire mini-album, invece che singoli), che possiede ben poco in comune con il lavoro dell’anno prima. Il cambio è stato aiutato, forse, anche dall’uscita dal gruppo di Francesco Tarantino, batterista e tuttofare della band, che intanto ha trasformato il canale del gruppo in quello del suo nuovo progetto, i Naviglio Noyz, i quali ricordano molto di più l’idea iniziale che stava dietro L’Officina Della Camomilla di quanto non lo faccia la formazione ufficiale.

Se prima i richiami strokesiani erano solo un'idea lontana, una struttura di base su cui posizionare tutt’altro, adesso queste sonorità sono praticamente predominanti. Vi è molta più batteria, molta più chitarra, non si ha più l’idea che il gruppo sia solo un mezzo per accompagnare la spaesata voce di De Leo, ogni strumento è valorizzato. L’Officina è un funambolo che poggia su uno strano equilibrio, fatto di schitarrate feroci e gentili arpeggi di pianoforte. Gli arrangiamenti sono decisamente più curati, anche se certe volte peccano in eccesso, per esempio quando si distorce il cantato per ricreare malamente un finto lo-fi, o quando si utilizza un discutibile soft-rock anni 80 in “E Londra e Londra”.

Le 15 canzoni si muovono quindi lungo questo equilibrio. Da un lato abbiamo i delicati brani “classici”: la camminata ubriaca di “Gentilissimo Oh”, la nostalgica “Charlotte” - che finalmente riesce a trovare una pubblicazione discografica - e la malinconica “Piccola sole triste”; dall’altro la nuova strada che si muove ora verso i Franz Ferdinand (“Principe Sasha”), ora verso l’indie-rock degli Strokes (“Oltre la frontiera della lince”, “Briciola Skinhead”, “Rivoltella”), passando per brevi intermezzi punk che sanno di “Whatever People Say I Am, That's What I'm Not” se l’avessero suonato i Libertines (“Nazipunk”, “Bicicletta pirata”). E infine l’abbraccio tra queste due anime, in “Squatter” e nella riuscitissima “Meringa Lexotan”, che viaggia in direzione Sonic Youth.

I testi invece percorrono lo stesso identico stile delle pubblicazioni passate: 15 pennellate naif di vita quotidiana, ragazze e ragazzi fotografati nella loro innocenza, storie di amore adolescenziale e genuinità. È un’inclinazione cantautorale che si sviluppa in modo non lineare, attraverso parole accostate tra loro più per collegamenti impliciti, per suggestione di immagini, sensazioni e colori, che per il reale significato, in una vena lirica che raccoglie termini da un universo di parole e le pone dove stanno musicalmente meglio. Se non vi piace però il simbolismo baudelairiano, fatto di legami nascosti, non sarà questo disco a farvi cambiare idea.

L’album nel complesso convince, anche se il tentativo di mettere il piede in due scarpe, per quanto aumenti di molto la varietà, rischia di far storcere il naso ai fan di entrambi i generi. Il difetto di questa raccolta è quello di avere troppi brani, per la maggior parte piacevoli, e in ogni caso senza alcuna rovinosa caduta, ma con in proporzione davvero pochi pezzi di alto livello. Quella di puntare anche sulla quantità è sempre stata una scelta del gruppo, ma le tracce cuscinetto non possono che minare la qualità complessiva del progetto. Inoltre dispiace che alcune meritevoli canzoni siano state “sprecate” nei precedenti Ep (“Ruspa Ep” ne contiene 3, su 3 inediti). Anche questo fa parte della scelta di puntare sulla quantità. Ma questo non è per forza un difetto, dipende da come si è abituati a consumare la musica.

(06/11/2014)

  • Tracklist
  1. Piccola sole triste
  2. Rivoltella
  3. Squatter
  4. Nazipunk
  5. E Londra e Londra
  6. Oltre la frontiera della lince
  7. Gentilissimo Oh
  8. Charlotte
  9. Sibilla
  10. Bucascuola
  11. Meringa Lexotan
  12. Principe Sasha
  13. Briciola skinhead
  14. Bicicletta pirata
  15. La canzone di seppellitrice
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