Origamibiro

Collection

2014 (Denovali) | electroacoustic ambient

Correva l'anno 2007 quando Tom Hill, metà dei Wauvenfold – duo costituito al fianco di Noel Murphy durato giusto il tempo di farsi notare con un disco su Wichita – decideva di fondare un progetto con cui dare sfogo alle sue poliedriche passioni artistiche. Il risultato fu Origamibiro, una creatura dai mille volti rimasta nell'oblio per parecchio tempo e trasformatasi nel giro di pochi anni in un autentico collettivo open-act, attivo sul fronte musicale, visivo, cinematografico e performativo. Il tutto seguendo un percorso di evoluzione sotterraneo e ben limitato all'interno dei confini britannici, nonostante la spinta data dall'ingresso stabile in formazione dell'ex-Schmoov! Andrew Tytherleigh.

A fare oggi luce sull'oscuro quanto interessante repertorio del brand è una sempre attenta Denovali che, anticipando come di consueto la probabile uscita di un nuovo lavoro, ripubblica in uno splendido cofanetto la testimonianza completa dell'attività del progetto. Maneggiando e osservando “Collection”, a colpire subito, per quanto sia tutto meno che una novità, è l'incredibile cura con cui il prodotto è confezionato: la sbiadita immagine di un tramonto su una campagna desolata introduce al trittico di lavori raccolti, i cui artwork riprendono il primo rielaborando completamente l'intero design rispetto alle edizioni originali.

Firmato dalla Expanding di Benge nel 2007, “Cracked Mirror & Stopped Clocks” è il primo parto di quello che è ancora di fatto un moniker del solo Tom Hill, una raccolta di deliziose litografie per chitarra acustica e sample di vario genere, ambientate nel paesaggio autunnale di un giardino spoglio e sbiadito. Qualcosa che avrebbe fatto impazzire Taylor Deupree e la sua 12k, in una terra di mezzo fra Seaworthy e F.S. Blumm, condensata fra i soffi di vento di “Unravelled In Wreathes”, la nostalgia pastorale di “Noshi”, le trame minimaliste di “The Last Of Its Leaves” e “Poised From The Bulb” e i sussurri di “No More Counterfeit Bliss” e della dolce “Gathers In Puddles”.

Fra una foglia che cade e una goccia di rugiada, la miscela si apre pure a soluzioni più radicali, come le effusioni ambientali di “Womb Duvet”, i caldi richiami di “Remnants”, i grovigli legnosi della title track e i ricami gitani di “Vitrous Detachment”, lambendo i confini con le trame elettroacustiche tanto care dalle parti del Sol Levante (Illuha, ma anche i vari Lycoriscoris e Ametsub). Nel complesso è un ritratto più che indicativo delle basi di partenza del progetto, pronto a salpare verso un mondo sonoro decisamente più astratto, ben quattro anni dopo, nel successivo “Shakkei”, prima testimonianza discografica del nuovo volto multimediale.

Ad affiancare Hill ci sono ora Tytherleigh e il regista e video artist Jim Boxall aka The Joy Of Box, che trascinano una miscela in partenza quantomai terrena, concreta e legata ai suoni organici verso una dimensione imperniata su estetica e legame con l'immagine. La lunga “Impressions Of Footfall” è il capolavoro della saga Origamibiro, una sinfonia guidata dagli archi che mantiene nei sample il contatto con la natura. La chitarra acustica perde così il suo indiscusso protagonismo: nella litania di “Sphaera” è il pianoforte a prendere il controllo, mentre i carillon per violoncello, fiati e contrabbasso di “Ballerina Platform Shoes” e “Dismantle Piece” conducono verso l'abstract-impro a suon di dissonanze e spigoli.

Nella seconda metà, la dolcezza degli inizi torna a manifestarsi: fra i rintocchi di “Nootaitok” si esprime allo stato puro, per poi declinarsi nella gioia del quadretto vitale di “Quad Time And The Genius Of The Crowd”, nella serenità della limpida “Flotsam Drift” e nella malinconia della conclusiva “Brother Of Dusk & Humber”, dove anche gli arpeggi del primo album tornano a trovare uno spiraglio. Nell'edizione originale, il disco è corredato da un filmato di visuals che ne completano l'esperienza, la cui assenza è forse l'unica pecca rimproverabile all'operazione di remaster, che coinvolge in ultima sede anche “Shakkei Remixed”, offerta di una prospettiva diversa sul secondo prodotto del progetto.

Tanti i nomi coinvolti, molti dei quali altisonanti: a distinguersi su tutti sono i maestri Plaid, che mettono mano (non a caso) a “Impressions Of Footfall”, John Burton dei Melt Yourself Down (che firma “Quad Time” a nome Lebfacturer John), i piedi di piombo analogici dei sempreverdi Isan su “Dusk & Umber”, le effervescenze dei Remote Viewer su una gettonatissima “Ballerina Platform Shoes” e i richiami folktronici del veterano Laurent Girard aka Melodium di nuovo sulla splendida “Impressions Of Footfall”. Affascinante in entrambe le due diverse e variopinte sfaccettature offerte, il progetto Origamibiro ha probabilmente trovato in Denovali il partner ideale per proseguire - solo il tempo rivelerà in che direzione - un percorso ad oggi pieno di spunti e diramazioni possibili. Da parte dell'etichetta tedesca, l'ennesima lungimirante (ri)-scoperta.

N.B. Il voto è cumulativo tra quelli di "Cracked Mirror & Stopped Clocks" (7,5), "Shakkei" (7,5) e "Shakkei Remixed" (7). La media è portata per eccesso a 7,5 come valutazione all'operazione di ristampa.

(29/01/2014)

  • Tracklist
1: Cracked Mirrors & Stopped Clocks

  1. Unravelled In Wreathes
  2. Noshi
  3. Poised From The Bulb
  4. Dissect Ephemeral
  5. Womb Duvet
  6. The Last Of Its Leaves
  7. Remnants
  8. Gathers In Puddles
  9. Vitreous Detachment
  10. Cracked Mirrors And Stopped Clocks
  11. Unknown In The Walls
  12. No More Counterfeit Bliss

2: Shakkei

  1. Impressions Of Footfall
  2. Sphaera
  3. Dismantle Piece
  4. Ballerina Platform Shoes
  5. Quad Time And The Genius Of The Crowd
  6. Sedimental Value
  7. Nootaikok
  8. Flotsam Drift
  9. Brother Of Dusk & Umber

3: Shakkei Remixed

  1. Ballerina Platform Shoes (Set In Sand Remix)
  2. Quad Time (Leafcutter John Remix)
  3. Sedimental Value (Aus Remix)
  4. Impressions Of Football (Plaid Remix)
  5. Sedimental Value (K-Conjog Remix)
  6. Nootaikok (Umin Remix)
  7. Nootaikok (Calika Remix)
  8. Dusk & Umber (ISAN Remix)
  9. Quad Time (Low In The Sky Remix)
  10. Ballerina Platform Shoes (Proem Remix)
  11. Ballerina Platform Shoes (Phylum Sinister Remix)
  12. Ballerina Platform Shoes (The Remote Viewer Remix)
  13. Flotsam Drift (Offthesky Remix)
  14. Dusk & Umber (Upward Arrows Remix)
  15. Flotsam Drift (Ghost & Tape Remix)
  16. Impressions Of Football (Melodium Remix)
  17. Dusk & Umber (Last Man On Mars Remix)




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Disco di probabile transizione per il poliedrico collettivo capitanato da Tom Hill

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