Ought

More Than Any Other Day

2014 (Constellation) | post-punk

Due anni fa gli Ought avevano attirato l’attenzione all’interno della scena canadese pubblicando un Ep autoprodotto dal titolo “New Calm”. Nulla, comunque, rispetto a quando si è diffusa la notizia di una loro firma per la gloriosa Constellation; un annuncio arrivato tre mesi fa, accompagnato da un’ottima canzone intitolata “Waiting”, che già diceva molto delle coordinate della band.

Il quartetto si forma a Montréal, ma è composto per tre quarti da americani espatriati alla ricerca di un’università più alla loro portata economica e dall’emigrato australiano Tim Keen. Fra tutti, spicca decisamente per presenza e impatto il cantante/chitarrista Tim Beeler, originario del New Hampshire e con un’esperienza da musicista folk alle spalle. Sin dalle prime note di “Pleasant Heart”, il brano d’apertura, è la sua vocalità spigolosa a rendersi protagonista e a delineare l’andamento di certe sonorità post-punk deviate e spigolose alla Television.
Ed è sempre Beeler ad incalzare l’ascoltare in “Around Again”, a metterlo con le spalle al muro: “Do you feel it, like I feel it/ ‘cause I need to know I’m not alone in it” ripete come un mantra. Il suo cantato viscerale può contare su una costruzione davvero magistrale dei brani, pensati ed eseguiti come un moto oscillatorio, con Beeler che ne asseconda perfettamente l’andamento, quasi nascondendosi laddove richiesto e viceversa pronto a balzare fuori mentre giunge il momento di affrontare di petto l’intera questione.

Brani come “Habit” o “Today, More Than Any Other Day”, con quella sua partenza soffocata che trascina giù verso certe atmosfere alla Velvet Underground e poi subito pronto a risalire incalzando come i primi Clap Your Hand Say Yeah, ne sono il perfetto esempio. Gli Ought sanno tenere sulla corda l’ascoltatore (“Forgiveness”), ma sanno anche far emergere all’occorrenza un certo spirito impetuoso (“Clarity” ) che coniuga la freschezza degli stessi CYHSY con le pulsazioni dei Titus Andronicus. La conclusiva “Gemini” ti scuote e scombussola, lasciandoti piacevolmente esausto, pronto a ricominciare.

“More Than Any Other Day” è un debutto solido, senza particolari debolezze, nonostante una gestione delle tracce - otto, dalla durata media piuttosto elevata - non facile. Unisce una certa virtuosità all’impulsiva urgenza di strada.
Da ascoltare con genuino interesse, come ogni proposta della Constellation.

(30/04/2014)



  • Tracklist
  1. Pleasant Heart
  2. Today, More Than Any Other Day
  3. Habit
  4. The Weather Song 
  5. Forgiveness
  6. Around Again
  7. Clarity!
  8. Gemini


Ought su OndaRock
Recensioni

OUGHT

Sun Coming Down

(2015 - Constellation)
Un passo avanti verso la gloria per la band della Costellation

News


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.