Triac

In A Room

2014 (Laminal - Mikroton) | ambient-drone, ambient-dub

Paesaggi ambient e soffi dub nel puro solco del Loscil più organico e sentimentale, ma con strumenti veri e direttamente dall'Italia. È una splendida sorpresa di fine anno, quella che ci regalano i Triac, ovvero Augusto Tatone, Marco Seracini e Rossano Polidoro, quest'ultimo autentica istituzione sotterranea della sound art made in Italy (il progetto Tu'm su tutti). Il tutto sponsorizzato da nientemeno che quel piccolo paradiso impro chiamato Mikroton, che ha ripreso in mano quest'anno la sua creatura drone - la divisione Laminal - di cui “In A Room” è la seconda uscita in tre anni.

Trasformare la sound art ambientale da forma pura a sostanza lavorata è una missione in cui in parecchi si sono cimentati negli ultimi anni, ma ai Triac va dato il merito di essere sostanzialmente i primi a provarci usando il basso, il piano e il synth per dare colore e vita al soundscape. Una tecnica più impressionista che paesaggista in senso stretto, che anziché elaborare i dettagli all'interno delle forme dettate dal laptop parte da questi ultimi: note, sequenze, armoniche che generano il suono e lo costituiscono, anziché essere generate virtualmente.

In tal senso, la copertina scelta per introdurre questo breve quanto intenso gioiello è emblematica: si torna al Nord, alle distese di neve e ghiaccio che Green Kingdom aveva dipinto quest'anno servendosi dell'acquarello dinamico. Ma i Triac fanno tutto questo preferendo l'osservazione alla contemplazione dell'ultimo Thomas Köner e al tempo stesso riproducendo anziché copiare dal vero. A risultarne sono quattro gemme senza titolo la cui purezza è quantomai terrena, concreta, che guardano dall'interno di una stanza il gelo impossessarsi della Natura esterna.

Il mantra della prima segue il percorso di liquefazione di un loop, a cui un impercettibile sostegno ritmico viene progressivamente a mancare. Il disgelo si estende all'intero paesaggio circostante nella seconda parte, dove qualche timido raggio di sole riesce a farsi largo tra i cori sintetici, prima che la notte cali nel passaggio dark della terza portando con sé un'inquietudine diffusa. Nella conclusione della quarta parte si torna alla glaciazione e allo spegnimento di ogni segno vitale, in un'immersione sotto il manto nevoso che racchiude, paradossalmente, un accenno di calore.

Una cartolina splendida per la stagione invernale, una partenza lanciata per un progetto che convince già a fondo. Molto più di una semplice “promessa”.

(26/12/2014)

  • Tracklist
  1. Part I
  2. Part II
  3. Part III
  4. Part IV
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