Tuxedomoon

Pink Narcissus

2014 (Crammed Discs) | soundtrack, experimental

Che il legame di Blaine L. Reininger e soci con il cinema fosse una corrispondenza d’affetti ormai consolidata lo testimonia non soltanto il sodalizio artistico di lunga data tra i Tuxedomoon e il regista bolognese Roberto Nanni (autore di “Conversazione con Derek Jarman” e “Fluxus”), con cui quest’anno si sono ritrovati nella città delle Due Torri per dar vita al progetto “Voyage Around My Room”. A darne prova è anche uno dei loro ultimi lavori, “Bardo Hotel Soundtrack” (2006), colonna sonora dell’omonimo film di George Kakanakis, nato da sessioni costruite sulla tecnica burroughsiana del “cut-up”. Per non parlare delle strambe videoinstallazioni realizzate in tempo reale da Bruce Geduldig durante i concerti della band di San Francisco.

“Pink Narcissus” nasce con un intento leggermente diverso, ossia regalare una nuova veste musicale alla pellicola cult diretta da James Bidgood nel 1971, incentrata sulla storia di un prostituto omosessuale. Un film che non ebbe vita facile sia per le difficoltà economiche a cui la sua produzione andò incontro sia per l’insoddisfazione cronica del regista (gli servirono otto anni per concluderlo, tra stravolgimenti del plot e cambi d'ispirazione). La suite è stata presentata in anteprima nel 2011 al Centre Pompidou di Parigi, in occasione della diciassettesima edizione de “L’Etrange Festival”.

L’incipit è affidato all’inconfondibile linea di basso, oscura e asciutta, di Peter Principle, che assieme al violino di Reininger ordisce le trame sensuali di “Dorian”. Senza soluzione di continuità, in un fluire denso e piroclastico, si rincorrono le atmosfere noir e dubbate di “Toreador del Amor”, in cui primeggiano i fiati incantatori di Steven Brown, e il surreale interludio pianistico di “Vanity”. Il vessillo d’Oriente, immancabilmente screziato di venature jazz, sfoggia i suoi drappi arabeggianti in “Bombay Tension”, impregnandosi di badalamentiano mistero con i fumi oppiacei di “Body Parts” e con l’elettricità, distorta e onirica, di “Willie”.

Il cambio di rotta è dietro l’angolo, scandito dal ritmo proto-drum‘n’bass di “Hassidic Pizza”, contraltare perfetto al sassofono schizofrenico di Brown, e perpetuato nelle visioni notturne di “The Storm”.
In “Pink Narcissus”, le rinnovate derive sperimentali dei Tuxedomoon sembrano ricongiungersi in un ménage à trois con i fregi avanguardistici appartenenti al passato della band (come non pensare a certi episodi di “Holy Wars”?) e con il “Pop” gotico ed elegante dei Tones On Tail, formazione parallela di Daniel Ash e Kevin Haskins dei Bauhaus.
Nelle battute conclusive, il dramma esperienziale del Narciso rosa si riaccende con la teatralità barocca di “Triumphant Procession”, per poi spegnersi definitivamente nel boato di “Reflection” e tra i singulti strozzati di “Back To Nature”, immersi in un rassicurante soundscape bucolico. “Applause”.

(13/12/2014)



  • Tracklist
  1. Nature
  2. Dorian
  3. Toreador Del Amor
  4. Vanity
  5. Bombay Tension
  6. Body Parts
  7. Willie
  8. Hassidic Pizza
  9. The Storm
  10. Triumphant Procession
  11. Reflection
  12. Back To Nature
  13. Applause 
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