We Will Fail

Verstörung

2014 (Monotype) | drone, ambient-glitch, post-industrial

Nel bilancio di un 2014 elettronicamente tutt'altro che indimenticabile è possibile rilevare alcune voci in attivo accomunate da unico coefficiente geografico. I sotterranei polacchi sembrano vivere di un rinnovato brulichio creativo come non accadeva da tempo, da Varsavia a Wroclaw, da Katowice a Bydgoszcz. Un fermento che, tra gli altri, ha prodotto nel giro di pochi mesi l'esordio di due techno-girl di primo livello, consapevoli del mezzo e benvolute da nicchie sempre più ampie anche fuori dai confini nazionali.
Da una parte il chiacchierato debutto di Natalia Zamilska, decisamente più orientato all'estetica techno, dall'altra invece la proposta più complessa e stratificata di Aleksandra Grünholz, alias We Will Fail.

Nata e cresciuta nella capitale, Grünholz perviene a una forma elettronica di confine: un background evidentemente e pesantemente industriale che si esprime con linguaggi glitch e minimal-techno, con il laptop a giocare un ruolo centralissimo, e un gusto “dronico” che astrae il tutto in una dimensione da dormiveglia, in un'ambience anestetizzata tra il paranoico e il thriller psicologico.
“Verstörung” è il completamento concettuale del recente “Verstörung 2.0”, la sua prima parte realizzata in febbraio e spremuta eccellente di una formula già ricca di spunti d'interesse. Un concept sul “disturbo” in formato generoso (sessanta minuti), un'offerta dinamica e pregna di sfumature come giusto preambolo della suo successore.

La nebbia di "Verstörung" è quasi palpabile ma concede alcuni sparuti squarci, lasciando scorgere strutture digitali calde ma sempre aliene, a un passo dall'algidità, screzi glitch – di probabile derivazione Agf – si accordano in ritmiche sottocutanee ben scandite, mentre le onnipresenti folate droniche si fanno in più punti brevi e funzionali a qualcosa di prossimo al principio di groove. Geometrie, vaghi sentori noir, Throbbing Gristle e Moritz von Oswald si incrociano in questi quattordici episodi vibranti di un flusso vitale narcotico ma persistente.

A mancare probabilmente è ancora quel guizzo in più, un giro imprevedibile o un colpo di genio tali da dare una scossa al lato più emotivo dell'ascolto, impresa che riuscirà a metà anche al suo parto gemello “Verstörung 2.0”, mancando di poco l'obiettivo capolavoro.
We Will Fail resta nondimeno uno dei nomi più intriganti degli ultimi tempi, un'esperienza da tenere d'occhio sulla strada angusta del rifinimento di un'ambient elettronica post-industriale.

(21/10/2014)

  • Tracklist
  1. v.01
  2. v.02
  3. v.03
  4. v.04
  5. v.05
  6. v.06
  7. v.07
  8. v.08
  9. v.09
  10. v.10
  11. v.11
  12. v.12
  13. v.13
  14. v.14
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