Winter Severity Index

Slanting Ray

2014 (Manic Depression, Blood Rock Records) | dark-wave

Da quel gruppo di quattro donne nato nel 2009, al duo che ha visto la fondatrice Simona Ferrucci collaborare con Valentina Fanigliulo aka Mushy, le trasformazioni sono state molteplici. Dopo due Ep e un tour all’estero tra Lisbona e Berlino, Simona e la sua nuova compagna di viaggio, Alessandra Romeo (Cat Fud, Bohemien, No Fun), sono arrivate finalmente a un punto di svolta e di riflessione sulla propria identità e sulla propria volontà artistica. Dopo piccoli passi, importanti e densi, è stato chiuso un primo cerchio, realizzando uno splendido gioco di luci intense e di ombre opprimenti, una scacchiera emotiva di dualismi e magiche ambivalenze.
 
Il fascino e l’amore per l’estetica darkwave pervade i solchi del doppio vinile da cui si muovono malinconici spettri di sottile poesia sin dalla iniziale “At Least The Snow”; retta da essenziali giri di basso e pochi orpelli, lascia diffondersi la voce di Simona in un lento e quasi sensuale canto crepuscolare che continuerà nella seguente “Ordinary Love”. Qui un sassofono emerge dall’oscurità portandosi dietro un romanticismo raro, mentre i ritmi si fanno più veloci e paranoici. La voce si trasforma in un rettile oscuro che danza tra melodie apparenti e succubi vorticosi; troverà una piccola pace solo in “A Sudden Cold” e nella successiva strumentale “Bianca”. Qui il disco sembra fermarsi ai bordi di un vortice cristallino in una pericolosa stasi che è solo la porta d’ingresso al cuore dell’opera, quel trittico meravigliosamente ipnotico costituto da “The Brightest Days–Fishblood–Lighting Ratio” che nasconde e mostra la vera pelle di un album fatto di nebbie pesanti come di luci taglienti e sanguinanti.
Tra cupa poesia e deflagranti ascensioni verso un cielo capovolto, veniamo trafitti da luci trasversali che si muovono in questa continua rincorsa fra delirio e melodia, fra abisso e ignoto; la chitarra è veloce e rasenta una distorsione cristallina, mentre synth ambientali aggirano i giri di basso, secchi come ossa antiche.

Le conclusive “Compulsion” e “Embracing The Void” continuano sulla stessa linea, ma si concludono entrambe con una misericordiosa e, a tratti, celeste apertura. La luce forse invade i bordi degli ultimi solchi e “Slanting Ray” si dimostra un cerchio chiuso aperto verso un futuro interessante, per un progetto che ha dimostrato di voler creare una propria identità anche dentro un’estetica spesso stereotipata come quella darkwave.
Lasciando da parte citazioni di Siouxsie, Cure, Bauhaus & C., Simona Ferrucci e Alessandra Romeo si possono considerare buone compagne di viaggio per band come i concittadini Der Noir.

(29/04/2014)

  • Tracklist
  1. At Least The Snow
  2. Ordinary Love
  3. A Sudden Cold
  4. Bianca
  5. The Brightest Day
  6. Fishblood
  7. Lighting Ratio
  8. No Will
  9. Compulsion
  10. Embracing The Void
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