Achim Wollscheid & Bernard Schreiner

Calibrated Contingency

2014 (Baskaru) | abstract, avantgarde, glitch

Achim Wollscheid è uno dei massimi esponenti e dei principali teorici dello spazialismo multimediale, da più di vent'anni autore di libri, dischi, installazioni interattive e performance sensoriali che hanno contribuito in maniera decisiva al passaggio dalla computer music alla laptop music. I “laptop heroes” di casa Mego, i pionieri tedeschi del glitch e chiunque si sia avvicinato alla produzione/implementazione scientifica del rumore deve molto, spesso inconsapevolmente, agli studi di Wollscheid, disponibili per chiunque in una curiosa versione romanzata sull'imperdibile “The Terrorized Term”, pubblicato nel 1999.

Non meno importante, quando si parla di spazializzazione del suono, è la figura di Bernard Schreiner, che proprio da Wollscheid e dalle sue ricerche ha mosso i primi passi verso il suo peculiare concetto di sonorizzazione, espandendo ulteriormente il bacino mediatico (dal multimediale si è arrivati, con lui, al cinema e alla fotografia) e dedicandosi all'applicazione pratica di molti degli sviluppi teorici del maestro e concittadino. Applicazione che ha, a dire il vero, molto spesso portato quei concetti alle estreme conseguenze, rendendo la sua arte materia ulteriormente comprensibile a pochi intimi.

Il loro primo incontro creativo, tanto suggestivo sulla carta quanto effettivamente fuori tempo massimo, ci regala un disco che sembra provenire direttamente da metà Novanta. Sembra di tornare di colpo a quando la musica per laptop iniziava ad avere finalmente una forma definita e i vari Florian Hecker, Peter Rehberg, Farmers Manual e General Magic la portavano, ognuno a modo suo, verso l'astrazione definitiva, generandola attraverso il ricorso calcolato alla disfunzione, al caos programmato. Un flashback a tutti gli effetti, non certo privo di un discreto fascino di partenza, che tende però a perdersi di minuto in minuto ascoltando i cinquanta minuti scarsi del disco.

Questo raccoglie un mix in stereo a quattro canali di un'improvvisazione che i due hanno tenuto a Graz, nel 2011. Che altro non è se non la tipica odissea di caos programmato, rumore controllato, distorsioni, onde sonore allo stato brado, frequenze radio e campioni provenienti dalla vita quotidiana. Un'opera più dadaista che sperimentale, una spontanea costruzione distruttiva piuttosto che una traduzione pratica di qualche elaborazione teorica. Un approccio che sarebbe da premiare, in effetti, se non fosse che l'idea di avanguardia di questi due veterani (autentica in quanto spontaneamente espressa!) sembra essersi fermata al '93. E a poco serve, se non a qualche autolesionista, un simile amarcord nel 2015.

(02/02/2015)

  • Tracklist
  1. Calibrated Contigency
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