Wye Oak

Shriek

2014 (Merge) | alt-pop

Andy Stack e Jenn Wasner di Baltimora avviano il progetto folk-rock Wye Oak dapprima in solitaria e poi, nei loro parti più riusciti quali “The Knot” e soprattutto “Civilian” (2011), via via orchestrando grandiosi mantra country-folk, affannosi e cantati persino distrattamente, ma che pure nascondono tortuosi svolgimenti armonici di distorsione e dinamica.

Dopo questo apice artistico, Wasner si dedica al synth-pop nel progetto parallelo Dungeonesse, in coppia con con Jon Ehrens (“Dungeonesse”; Secretly Canadian, 2013). Il successore di “Civilian”, “Shriek”, in qualche modo risente di quest’esperienza. Le dense chitarre Neil Young-iane scompaiono in meditative soundscape elettroniche; il folk lascia il posto al chic; i suoni di frontiera si liofilizzano in sintetizzatori orchestrati come ologrammi: i più evidenti risultati di questi esperimenti, “I Know The Law” e la title track sono così episodi di raffinamento del verbo Eurythmics, attorniati da cicalecci di insetti della giungla.

Quindi il reggae elettronico di “The Tower”, con eleganza space-psichedelica ritradotta per il piano-bar, il refrain etereo tendente a Enya di “Sick Talk”, il remix astratto della “Everybody Wants To Rule The World” dei Tears For Fears in “Despicable Animal”, una “School Of Eyes” in cui sembra di sentire la Madonna di “Ray Of Light” (con un intermezzo elettro-psichedelico) sono tutti abili sfruttamenti dell’idea.
Il miglior tentativo di rifondare la ballata pop è comunque “Paradise”, avvicendata tra stridori quasi industriali e calma ieratica, mentre il basso di Wasner è in bella evidenza nel ballabile sofisticato di “Glory”, un lavorio strumentale degno di Tina Weymouth, supportato da un synth in fibrillazione disco-dance alla Giorgio Moroder.

La trasformazione di “Sun” di Cat Power e il cantautorato postmoderno di St Vincent hanno dunque fatto scuola. Per una volta la moda dell’arrangiamento analogico non cade nel vuoto: canto soul e passo ieratico, competenze strumentali in bella mostra, canzoni lambiccate fino alla glassa. Al quarto album lungo, quinto con l’Ep “My Neighbor/My Creator” (2010), Stack e Wasner cadono in un’ipnosi che riassume e trascende le calligrafie. Non una semplice svolta. Uscita europea su City Slang.

(05/05/2014)

  • Tracklist
  1. Before
  2. Shriek
  3. The Tower
  4. Glory
  5. Sick Talk
  6. School Of Eyes
  7. Despicable Animal
  8. Paradise
  9. I Know The Law
  10. Logic Of Color
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