Abjection Ritual

Futility Rites

2015 (Malignant Records) | death industrial, dark-ambient, drone

Dalla terra quacchera per eccellenza, la Pennsylvania, l’act solitario Abjection Ritual ancora una volta scende nel limbo dell’emarginazione sociale, della civiltà post-post-post industriale, nei manicomi claustrofobici, nel nichilismo più acceso, ispirato dallo scetticismo cronico delle aberrazioni, dei disagi, delle emarginazioni estreme, fobiche.
La città si chiude come scrigno attorno ai deboli, li fagocita, ne estrae la forza vitale: il risultato è il sound più contorto e doom del post-industriale: oscurissimo, graffiante e graffiato nei glitch.

I synth lavorano in sordina generando pazzie sabbiose, cadenze pneumatiche atterrano nel background del suono partorendo ossessioni; “Futility Rites” ha tutte le caratteristiche della sua nicchia, ma manca di quelle innovazioni necessarie.
Otto tracce, otto perversioni nel profondo doom dell’ambient, interessante quando si pone sul valico dello stile grey area come in “Objects Of Wrath” o “Thrust In Thy Sickle And Reap”, le più scure, le meno ruvide, forse più pericolose perché oltre l’immaginario, oltre l’Inferno, oltre i demoni e le nefandezze dell’underground six feet under.

Tra immagini di tubi arrugginiti, lunghissimi tunnel sotterranei dove incontrare topi e scheletri, materassi squartati e neon intermittenti, il soundscape di Abjection Ritual compone il suo gotico post-moderno. Peccato che manchi sempre la traccia distinta, elettiva per uscire dal gruppo e identificarsi.

(08/01/2017)

  • Tracklist
  1. Aversor
  2. Barren
  3. Objects Of Wrath
  4. Scum Immersion
  5. Thrust In Thy Sickle And Reap
  6. Entropic Embrace
  7. Futility Rites
  8. Tabernacle Of Teeth And Tongue
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