Alberto Boccardi

Fingers

2015 (Monotype / Catsun) | post-minimalism

Due lavori a suo nome, qualche partecipazione in importanti compilation del settore (su tutte “Italian Resonances | Dronegazers?” firmata Oak Editions) e una serie di progetti multidisciplinari sono bastati a fare di Alberto Boccardi uno dei caposcuola della musica sperimentale in Italia. Boccardi non è un semplice acquerellista ambientale o un sound artist in senso stretto, ma un compositore nel significato più ampio del termine, un artista che padroneggia i linguaggi musicali più disparati e li plasma e rimodella fino a metterli al servizio della sua creatività. Per la pubblicazione di questo nuovo “Fingers” si sono impegnate addirittura tre diverse realtà discografiche, tutte di ingente peso specifico.

Uscita per la prima volta a fine 2014 in forma di audiocassetta per Cassauna (la divisione tape di Important), questa autentica sinfonia post-contemporanea torna oggi disponibile in formato cd grazie all'unione di forze di Monotype e Catsun. Palese il fatto che in parecchi abbiano creduto (e investito) molto nell'opera terza (seconda in solitaria) di Boccardi, consapevoli di trovarsi davanti a un gioiello con pochi eguali. Sette movimenti eterogenei confluiscono in un medesimo circolo, che omaggia senza mezzi termini il minimalismo classico e i suoi posteriori. La prospettiva non è però quella, già sperimentata più volte nel passato recente, di una deriva concettuale o meccanicista. L'espressione e le sue conseguenze emotivo-percettive rimangono il nucleo attorno a cui i brani nascono e si sviluppano in maniera spontanea, estranea a qualsiasi dogma razionalista.

In tal senso è possibile comprendere a fondo la natura amorfa di un brano come “Where You Are, Where We Are”, genesi dell'opera dalle profondità abissali degli arpeggiatori al cuore ritmico della parte centrale, fino al duetto finale tra pianoforte e field recording di un elicottero. Le stesse da cui riparte la deviazione esoterica di “Laying Again”, trasfigurazione di un corale sacro che vede nel vuoto perpetuo improvvisato di “Red Fingers” una sua possibile implosione.
I brani viaggiano completandosi a vicenda in un percorso tortuoso e del tutto privo di successioni logiche. “All Her Greins”, cavalcata a suon di ritmi tribali e sussurri d'archi, rappresenta forse il vertice organicista del lavoro, condiviso con il trionfo di sintetizzatori nella nebbia di “Nine Steps”, dove i droni tornano protagonisti come ai tempi dello “Split” con Lawrence English.

Sfumature diverse arrivano invece dal maestoso finale di “...And You Will Ask Me For Some Water”, una dilatazione proto-trip-hop in grado di mettere i brividi, e da “Piano Memory Ground”, sinfonietta di dieci minuti la cui tensione è rotta (apparentemente) solo nei vocalizzi atonali del finale. Per Boccardi è la definitiva consacrazione, la conferma di un talento, ma soprattutto di un gusto e di un'attitudine del tutto personali e peculiari. Per qualsiasi ascoltatore si tratta invece di un'avventura, agevole (e questo è un pregio) quanto ricca in ogni angolo di sorprese.

(07/03/2015)

  • Tracklist
  1. Where You Are, Where We Are
  2. Laying Again
  3. Piano Memory Ground
  4. Red Fingers
  5. All Her Grains
  6. Nine Steps
  7. ...And You Will Ask Me For Some Water
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