Alos

Matrice

2015 (Cheap Satanism) | gothic, avantgarde

Il nuovo capitolo della saga Alos dell’ex-Allun Stefania Pedretti prosegue con nuovi picchi di stordimento in “Matrice”, degno seguito della messa catatonica “Era”.

Il primo shock succede proprio in “Ecate”: è un inizio quasi ambientale, discretamente inaudito per i suoi standard. Tocchi distanti diventano strimpellate diafane e ospitano i gargarismi afoni della cantante, un canto di strega in una vasta landa d’echi, strozzato da forze arcane. Anziché sfumare, il conciliabolo va in fiamme e ne nasce una versione stocastica e deturpata del rock da camera, uno dei vertici della sua carriera.
Più vicino alle sue già note litanie è il doom di “Luce/Tenebre”, il cui riff è sbranato continuamente da un duetto di arpie demoniche. Una delle sue visioni più terrificanti è “Ignis Red Elixer”, una recitazione da messa nera - nuova prova vocale che oltrepassa i suoi soliti urli - che s’installa in una soundscape industriale e va sprofondando rapidamente nell’angoscia, fino a dare l’illusione di caos assoluto.

La title track di 10 minuti è piuttosto inferiore, un crescendo enfatico che fa leva su stilemi darkwave (già sentiti peraltro nelle ultime emanazioni degli OvO).
Nei 12 minuti di “Hyle” invece Pedretti decapita senza pietà ciò che rimane del corpo agonizzante dell’armonia tradizionale. Per una buona metà la pièce è un duetto tra i suoi gorgheggi tenorili solennemente atonali e libere percussioni psichedeliche. Si alza appena un alone di sonagli e cori monastici che ne mostra con brutalità i risvolti bestiali, un catalogo di atrocità canore degne della migliore Jarboe erette sopra un colossale muro di rumore.

Ostilità barbarica, truce deformità, lugubre oscenità: può risultare repellente e fine a sé stesso, ed è precisamente anche il suo punto di forza. Una passerella di abnormi, inorganici manufatti d’efferatezza che non ha nulla di umano e, in fondo, risuona ugualmente come espressione di un sentimento. Ospiti scelti senza concessioni, da Toni “Mai Mai Mai” Cutrone ai due Necro Deathmort, alle percussioni del giovane batterista impro barese Giovanni Todisco.

(14/02/2015)

  • Tracklist
  1. Ecate
  2. Luce/Tenebre
  3. Ignis Red Elixer
  4. Matrice
  5. Hyle
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