Apartments

No Song, No Spell, No Madrigal

2015 (Microcultures) | chamber-pop

Trent’anni da “The Evening Visits… And Stays For Years”; diciotto dall’ultimo lavoro, “Apart”: questo dà la misura del peso di questa nuova uscita nella carriera di Peter Walsh, che si è prestato con umiltà a una – ovviamente di successo – campagna di crowdfunding (sponsorizzata dall’ottima etichetta francese Microcultures) per chiamare a raccolta i propri fan, che aspettavano dormienti una sua nuova parola: una canzone, una magia appunto.
Non saranno stati scontentati di certo tutti quelli che, nonostante i tempi, hanno finanziato sulla fiducia un maestro sconosciuto del pop come Walsh, perché “magico” è proprio l’attributo migliore per descrivere questo “No Song, No Spell, No Madrigal”.

Il pop indipendente anni 80 degli Apartments si declina qui in toni decisamente più “adulti”, sfociando nel crooning appassionato di “Looking For Another Town”, involandosi sul trasporto acustico di “Twenty One”, ma sempre trasudando emozioni e passione, per la musica e per il mondo. È la maturità a cui speriamo giunga a un certo punto uno Stuart Murdoch (la soave melodia di “Black Ribbons”, da brividi) e in cui band come i Pearlfishers sono maestri, senza però mai arrivare ai sentimenti ispirati dagli Apartments versione 2015 (“September Skies”).
Un percorso artistico e personale che non ha saputo esaurirsi in tutti i questi anni, che si esprime infine nella sperduta, brutale domanda che chiude il disco in “Swap Places”: “Where’s the God in all of this?”. E non possono mancare, nonostante tutto, pezzi alla McLennan come “Please, Don’t Say Remember”.

Con una title track dall’interpretazione vocale strabordante, degna di un “The Good Son”, “No Song, No Spell, No Madrigal” si colloca con agilità nei grandi ritorni di questi anni: spesso escono grandi ristampe di album dimenticati associate a nuove uscite assai meno brillanti, quasi un tributo estemporaneo ai propri fan redivivi. È impressionante invece come un genuino talento artistico come quello di Walsh abbia saputo ridestarsi praticamente senza preavviso, a diciotto anni dall’ultima uscita.
Non aspettate oltre, prendete la macchina stanotte e lasciatevi accompagnare verso una destinazione casuale – meglio ancora se sta piovendo.

(23/04/2015)



  • Tracklist
1. No Song, No Spell, No Madrigal
2. Looking For Another Town
3. Black Ribbons
4. Twenty One
5. The House That We Once Lived In
6. September Skies
7. Please, Don’t Say Remember
8. Swap Places
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