Beautify Junkyards

The Beast Shouted Love

2015 (Mega Dodo) | folk, psichedelia, hauntology

Un debutto composto solo da cover version è un’arma a doppio taglio, un precedente creativo che rischia di compromettere il futuro di un artista. In passato rappresentava il progetto ideale al quale affidarsi in caso di vena creativa in disarmo: anche band come Siouxsie & The Banshees aggirarono ostacoli contrattuali con un album di canzoni altrui (il dignitoso “Through The Looking Glass”).
I portoghesi Beautify Junkyards non hanno perso tempo: svolto il compito di rilettura delle loro influenze con un sorprendente album d’esordio, si presentano al pubblico con una raccolta di canzoni originali.
Incrociando i Kraftwerk con Nick Drake e Vashti Bunyan, si sono guadagnati l’appellativo di cosmic-folk, una perfetta sintesi di quello che vi attende in questo nuovo capitolo.

Avventuroso e ricco di intuizioni, l’album sviluppa il versante più visionario del folk, con particolare attenzione all’uso delle voci e alle profumazioni elettroniche vintage, mettendo insieme un campionario di folktronica autunnale e pastorale.
Inciso in un campo con uno studio di registrazione mobile, “Beast Shouted Love” non rinuncia alle contaminazioni psichedeliche, già manifeste nell'esordio, della Incredible String Band o Linda Perhacs, ma è la sorprendente modernità dell’insieme quella che convince ed entusiasma, in un originale rinnovamento creativo della tradizione folk, che resiste a qualsiasi hype o movimento ideologico.

La forza antropologica del canto e la connessione dei suoni acustici con la natura supera il rigore del linguaggio musicale, e tra una surreale ballata folk psichedelica intrisa di effluvi progressive (“Valley Of Wonders”) e il suggestivo refrain adagiato su beat elettronici e synth analogici di “Rainbow Garland”, giace estatica e maestosa la splendida “Lake”: un piccolo classico di esoterismo folk, avvolto in tastiere, omnichord, xilofono e voci celesti.
Ci sono tracce di hauntology nell’introduttivo madrigale di “Sun Wheel Ceremony”, alterazioni percettive nella delicata “Pés Na Areia Na Terra Do Sol” e tracce di acidi in “Canterbury”, in un album che rinnova non solo la tradizione di Donovan, Nick Drake e Os Mutantes, ma anche le più recenti digressioni di Espers e Soy Un Caballo, che fanno capolino soprattutto nello strumentale “Rite Of Passage”.

“Beast Shouted Love” è un album il cui fascino è immediato e fruibile, nonostante la ricercatezza lirica e creativa. Il tocco alla Young Marble Giants di “Drop City”, il twee-folk di “Longo Amanhã”, il folk cosmico di “Refresco Eléctrico” e il surrealismo orchestrale della conclusiva “Technicolor Hexagon” sono un campionario molto ampio di genia artistica.
In queste dodici affascinanti tracce ci sono sì molta poesia e lirismo, ma anche tanto spazio per la vostra immaginazione.

P.S. L’album esce in edizione strettamente limitata di 250 vinili e altrettanti compact disc.

(14/11/2015)



  • Tracklist
  1. Sun Wheel Ceremony 
  2. Canterbury 
  3. Rainbow Garland 
  4. Pés Na Areia Na Terra Do Sol 
  5. Lake
  6. Rite Of Passage
  7. Tomorrow's Chidren 
  8. Drop City 
  9. Valley Of Wonders 
  10. Longo Amanhã 
  11. Refresco Eléctrico
  12. Technicolor Hexagon




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