Roberto Begini

Agosto14

2015 (Oak Editions) | field recordings

Veterano poco noto della sound art italiana, sfortunato abbastanza da sfiorare l'omonimia con il noto personaggio dello spettacolo nazionalpopolare nostrano, Roberto Begini ha collezionato una lunga serie di progetti – Airframes e Kolmitt i più noti – prima di approdare alla carriera solista a proprio nome. E proprio qui, in questo ultimo step del suo percorso artistico, ha approcciato il mondo dell'estetica del suono nella maniera più diretta, portando il suo realismo ambientale alle estreme conseguenze.

“Agosto14” è figlio diretto di quest'ultima traiettoria, e del tentativo di trasformare le immagini in materia percettiva. Si tratta di quattro suite brevi costituite da field recordings registrate durante una serie di viaggi in Sicilia, manipolate e ricostruite come lento passaggio dal suono alla musica, dalla visione alla sensazione interiore, da una prospettiva oggettiva alla sua traduzione soggettiva. Qualcosa che non si allontana troppo dall'idea con cui Celer ha costruito il suo ultimo capolavoro pochi mesi fa.

La differenza sostanziale è che Begini, alla musica intesa in senso stretto non arriva praticamente mai. L'obiettivo fotografico della sua ricerca è centrato alla perfezione, e la qualità dei campioni sonori è a dir poco elevatissima: il primo frammento ci porta dritti alla “Scala dei Turchi” di Porto Empedocle, tra voci di turisti, il rumore delle onde che impattano sulla calotta rocciosa e qualche flusso sonoro praticamente impercettibile che fa il suo ingresso verso la fine del pezzo.

Un'ambientazione più oscura e notturna caratterizza il secondo quarto: un soundscape sbiadito che lascia maggior spazio alla fantasia e all'immaginazione dell'ascoltatore. Favignana è l'ambientazione del frammento finale, in cui l'evoluzione sonora diviene davvero minima: Begini si limita a legare fra di loro campioni sparsi di quello che è a tutti gli effetti un documentario acusmatico. Unica eccezione è il terzo brano, presentato dallo stesso artista come “intervallo”: una composizione concreta costruita sul drone di un frigorifero e su suoni raccolti a Roma.

La perfezione formale si unisce alla validità di una sostanza di altissima qualità. Arte del suono come musica dell'ambiente, dunque, piuttosto che per ambiente: una modalità espressiva che in tanti hanno fatto propria negli ultimi anni, rendendo sempre più difficile svettare. Begini ci riesce per importanti meriti tecnici, seppur nel contesto di un lavoro il cui estremo realismo non è accompagnato da una controparte soggettiva e prospettivistica altrettanto significativa.

(01/03/2015)

  • Tracklist
  1. Field 1 - Scala dei Turchi
  2. Field 2 - Messina
  3. Excerpt
  4. Field 4 - Favignana
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