Blanck Mass

Dumb Flesh

2015 (Sacred Bones) | elettronica, idm

Una volta affermatasi presso l'ala “dark” del pubblico indie, l'etichetta Sacred Bones è passata dall'attività di scouting al sistematico arruolamento di artisti già riconosciuti, se non consacrati. Il progetto solista di Benjamin John Power, metà dei Fuck Buttons, ha fatto attendere il suo ritorno per quattro anni, e oggi lo ritroviamo marchiato dall'inconfondibile progetto grafico della label di Brooklyn.

In virtù di questo passaggio di consegne, dal moniker Blanck Mass sarebbe lecito aspettarsi un'ulteriore virata in direzione drone-noise, che “rinneghi” una volta di più i climax emozionali del duo in favore di ambientazioni elettroniche sempre più oscure e meditative. Invece “Dumb Flesh” si arrende senza troppi compromessi a un'estetica massimalista che sembra intenzionata a catapultarci verso una trance immediata: loop incalzanti, quasi sempre imbastiti su percussioni sfacciatamente ballabili e giri di synth che richiamano le incursioni più cupe di iamamiwhoami (“Atrophies”, “Double Cross”).

Tutto sommato, quindi, uno scenario abbastanza lontano dagli standard Sacred Bones, nel quale le uniche note sinistre sono le voci deformate, inumane che emergono dai densi flussi delle tracce. Solo con la conclusiva “Detritus” ritroviamo la matrice rumorista di Power, con un soundscape corrosivo che deborda in una cavalcata implacabile – episodio che avrebbe senz'altro potuto figurare nella tracklist di “Slow Focus”.

Un'esperienza auditiva esaltante, che nel rimando tematico dell'artwork soddisfa l'idea di una corporeità caotica ma tangibile, come quella di un dancefloor umido e palpitante. A ben guardare, però, gli espedienti adottati sono fin troppo comodi: Power non si prende il disturbo di costruire atmosfere montanti, andando dritto al punto con attacchi stordenti da dj set e privandoci così di un abbandono graduale e profondo, più efficace perché realmente sviluppato sulla lunga durata. In poche parole, “Dumb Flesh” si ferma alla sensazione epidermica, per quanto allettante nella sua libera e subitanea manifestazione.

L'edizione in doppio vinile contiene la traccia bonus “Life Science”.

(13/05/2015)

  • Tracklist
  1. Loam
  2. Dead Format
  3. No Lite
  4. Atrophies
  5. Cruel Sport
  6. Double Cross
  7. Lung
  8. Detritus


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