Boxed In

Boxed In

2015 (Nettwerk) | house- pop, space-pop

Parte con intenti a dir poco lodevoli Boxed In, ovvero il progetto con cui Oli Bayston si mette in proprio dopo aver girovagato per anni nell'underground inglese – una cospicua esperienza nei Keith e vari incarichi come produttore e songwriter per 2 Bears, George FitzGerald e Charlie Boyer And The Voyeurs e come tecnico del suono per l'acclamatissimo esordio dei TOY. L'idea di base, alquanto affascinante, è quella, per usare le sue parole, di “unire l'immaginario house con il kraut-rock”. Roba che a dire il vero si è già sentita più volte, ma la cui presentazione induceva in questo caso le migliori aspettative possibili.

Invece l'omonimo debutto di questa mutevole e ambiziosa creatura si rivela un fallimento su parecchi fronti, primo fra tutti quello fondamentale: raggiungere lo scopo prefissato. Quelle contenute nell'album sono undici pop-song dal gusto monocromatico sul datato andante, a cui viene applicato un arrangiamento figlio dei peggiori stereotipi house-retrò. All'interno di queste vengono poi programmaticamente iniettati inserti spacey che potrebbero essere stati presi pari-pari da passaggi strumentali di Can e Cluster. Il tutto ignorando totalmente l'idea che questi elementi necessitino di un'unità, di un amalgamo che dia loro, se non una coerenza stilistica, per lo meno un senso.

Poi c'è il songwriting, quello su cui Bayston dice di essersi soffermato più a lungo e con la maggiore dedizione. Intenti e convinzioni su cui non ci sentiamo certo di discutere, a differenza di quanto è necessario fare con i risultati. Il trittico di partenza è di per sé decisamente indicativo: una marcetta la cui strofa è scopiazzata palesemente da “Californication” dei Red Hot Chili Peppers, con un'astronave in avaria piantata nel cuore (“Mystery”); un potenziale remix poco brillante da qualcosa degli Hercules And Love Affair (“Subtle Knife”); una possibile copia-cartone di qualcosa dal secondo dei TOY (“All Your Love Is Gone”).

L'unico pregio riscontrabile è il fatto che alcuni passaggi scivolino via lisci senza pesare: quanto basta per salvare il lounge-pop da locale pettinato di “No Joke”, il duetto vocale di “Bug” e il successo strappato a Bruno Mars di “Lo Life”. Un paio di spunti interessanti si palesano fra le detonazioni di “Wild West” (chissà se qualche ascolto di Rudi Zygadlo ha il suo merito...) e nel singolo “Run Quicker” (stavolta sono gli "eroi del 2014" War On Drugs a vedersi replicati senza pudore). Ma non è certo abbastanza per rialzare le sorti di un disco che non decolla, a cui mancano un'identità sonora definita e una personalità autentica. E, cosa più grave di tutte per un disco pop, le canzoni.

(24/01/2015)

  • Tracklist
  1. Mystery
  2. Subtle Knife
  3. All Your Love Is Gone
  4. Sailing
  5. No Joke
  6. Bug
  7. False Alarm
  8. Foot Of The Hill
  9. Run Quicker
  10. Lo Life
  11. Wild West


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