Carmen Consoli

L'abitudine di tornare

2015 (Universal) | folk-pop, songwriter

Sapersi creare un nome nel music business e portarlo avanti con successo e coerenza nel corso degli anni non è certo impresa da tutti; ma chi vi riesce prima o poi scopre pure che invecchiarci dentro è uno scomodo quanto ingrato effetto collaterale al quale non ci si può sottrarre. Carmen Consoli si è presa ben cinque anni di pausa dall'ultimo album e ne ha approfittato per fare un figlio e "guardare tanta televisione", il che - al netto di ogni cinismo - giunge quasi come una doccia fredda per quella fetta di pubblico che aveva imparato ad amarla per l'irrequietezza e l'energia dei suoi bollenti spiriti (si sa, i fan accaniti sono i più difficili da accontentare).

Ma la Cantantessa non si è certo ammansita, sta solo seguendo la sua naturale evoluzione artistica e di donna; ha messo quasi interamente da parte l'arte di raccontare sé stessa e ha dato voce all'istinto di una madre che si sta domandando - quasi impaurita - in che razza di mondo ha messo alla luce la sua creatura. Le dieci tracce di "L'abitudine di tornare" raccontano il Belpaese visto attraverso gli occhi di una donna che osserva e trae ispirazione dalle storie di altri, quasi fosse una giornalista dotata di spiccata empatia.

Si racconta dunque del sofferto amore segreto tra due donne in "Ottobre", il popolo ignorato dallo Stato che marcia in un "Esercito silente", la tragicomica violenza femminicida contro "La signora del quinto piano", una famiglia ridotta sul lastrico che aspetta tempi migliori che non arriveranno ("E forse un giorno"), e il viaggio della speranza degli immigrati che si mettono in balìa del mare consci di poter anche non sopravvivere a "La notte più lunga" della loro vita.
Qualche barlume di una Carmen possibilmente autobiografica si sente nell'impietoso racconto di una coppia inaridita da ogni passione, illustrato con poche crude immagini che ben rendono l'idea di una "Sintonia imperfetta", mentre spacca letteralmente il cuore la title track con la sua dolceamara storia di un'eterna amante irretita da un uomo che ha appunto la pessima abitudine di tornare tutte le sante volte. Ovviamente non manca nemmeno il benvenuto al proprio pargolo, celebrato con "Questa piccola magia" che chiude l'album.

Qualcuno sentirà sempre nostalgia della vecchia Carmen, quella che urlava al vento come una matta "Confusa e felice", quella che zoppicava "Mediamente isterica" tra tempi dispari e sofferte distorsioni elettriche, o quella che alla sola vista di un camice bianco cadeva in preda a un altalenante "Stato di necessità" ormonale, ma il tempo continua a non scalfirla poi tanto; lontana sia dallo stinfio neomelodismo dell'Ariston che da certo indie italico, Carmen Consoli veleggia per un mare tutto suo; queste agrodolci canzoni di folk-pop in salsa elettro-acustica, scandite come sempre da una voce inconfondibile tra mille, la rendono un personaggio raro nel panorama italiano, una cantante ampiamente nota al grande pubblico ma ancora in grado di mantenere integra la sua proposta. E lo fa con una grazia che a tratti l'avvicina a colleghi come Nada, Max Gazzè e Paola Turci, tutta gente con la quale infatti ha spesso e volentieri fatto comunella in passato.

(12/03/2015)



  • Tracklist
  1. L'abitudine di tornare
  2. Ottobre
  3. Esercito silente
  4. Sintonia imperfetta
  5. La signora del quinto piano
  6. Oceani deserti
  7. E forse un giorno
  8. San Valentino
  9. La notte più lunga
  10. Questa piccola magia


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