Carpenter Brut

Trilogy

2015 (No Quarter Prod, Black Bus Records) | synth-wave, dark-synth, elettronica

Carpenter Brut - moniker dietro cui si nasconde Frank Hueso - è un artista francese di musica elettronica, di cui non si conosce molto, al di là delle sue creazioni musicali. Nell'arco di tre anni ha pubblicato tre Ep, poi riuniti sotto il titolo "Trilogy". Il genere di riferimento è la synth-wave - emersa nella metà degli anni 2000 - che affonda le radici in un revival della new wave degli anni 80 e nelle colonne sonore di film, videogiochi e cartoni animati dell'epoca, e per questo talvolta è denominata anche "new retro wave". Nomi come Kavinsky e Pertubator sono nati proprio in seno alla synth-wave.

La narrazione di Carpenter Brut risulta essere parecchio interessante, in quanto non di semplice rilettura di quegli stilemi si tratta, bensì di un melting pot infarcito di varie influenze, a partire dal french touch, da cui sembra aver assimilato soprattutto la lezione dei Justice di "Cross", ma anche, talvolta, da un tocco funky (si ascolti, a questo proposito, "Disco Zombi Italia"), da un'allure cinematografica e da un'atmosfera che è insieme rétro e futuristica. L'artista francese sembra nutrire un'idiosincrasia per le sonorità pop e infatti l'unica concessione a questo riguardo la troviamo in "Anarchy Road", sublimazione apocalittica, mentre tutto il resto si muove entro una sensibilità gotica, a tratti sinistra, groove ipnotici, bassi grassi, synth distorti e un appeal da dancefloor. Frequenti anche i cambi di mood e di tonalità, atti a rendere più coinvolgenti i brani.

Le canzoni dei tre Ep avanzano entro scenari ben definiti, che evocano un futuro prossimo distopico e decadente, in cui persone e fors'anche replicanti popolano oscure e delittuose città, alle volte illuminate di rosso e di blu; nonostante quasi tutte le tracce siano esclusivamente strumentali, è possibile coglierne le vibrazioni: desolazione umana, guerre, criminalità diffusa, rapporto conflittuale con la tecnologia, esoterismo e simbolismo. Un assaggio dell'estetica visionaria di queste canzoni si ha nel video di "Turbo Killer", diretto da Seth Ickerman: potente, viscerale, febbrile, come la canzone in sé, che potrebbe tranquillamente essere letta anche in chiave rock.

Una trilogia imprescindibile nell'ambito della synth-wave, che ha il grande pregio di non perdersi nostalgicamente nelle pieghe increspate della rievocazione, ma di riuscire a dare nuova linfa al genere, con un'impetuosità horror e un'urgenza creativa che vi sarà impossibile non amare.

(25/03/2017)



  • Tracklist
  1. Escape from Midwich Valley
  2. Disco Zombi Italia
  3. L.A Venice Bitch 80's
  4. Wake up the President
  5. 347 Midnight Demons
  6. Le Perv
  7. Roller Mobster
  8. Meet Matt Stryker
  9. Obituary
  10. Looking for Tracy Tzu
  11. Sexkiller on the Loose
  12. Hang 'Em All
  13. Division Ruine
  14. Paradise Warfare
  15. Run, Sally, Run!
  16. Turbo Killer
  17. Anarchy Road
  18. Invasion A.D.


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