Colin Stetson And Sarah Neufeld

Never Were The Way She Was

2015 (Constellation) | avantgarde

Accolto con non poche perplessità nel panorama della contaminazione jazz, Colin Stetson è in verità un sassofonista sedotto dall’avanguardia e dall’esplorazione dei confini del rock. Con una serie innumerevole di microfoni applicati al suo sax, il musicista è riuscito a ridefinire il concetto di musicista solista, ampliando in modo esponenziale le possibilità di un solo strumento.
La trilogia di “New History Warfare” aveva già evidenziato il carattere antropico della musica di Colin Stetson: alterando la gamma cromatica dei suoni, il musicista canadese ha affermato, senza alcun indugio, la forza primaria dell’elemento umano nella creazione artistica. Lo ha attestato anche nelle sue incursioni in altrui progetti (Timber Timbre, Au, National, Tom Waits), facendo assumere al sax il ruolo non di elemento aggiunto, ma di forza devastante e creativa.

La violinista Sarah Neufeld, vecchia amica d’avventura negli Arcade Fire, entra nel visionario percorso stilistico di Stetson senza alcun timore reverenziale, abbracciando la sua disciplina artistica e spirituale e sottolineando la dimensione più descrittiva e meditativa di una musica mai convenzionale.
Il fascino imperscrutabile della modulazione del respiro, il suono circolare e ipnotico si arricchiscono di raffinati intrecci lirici, dove violino e sax coprono gli altrui spazi vuoti, per poi dar vita a inedite filiazioni timbriche, che hanno il raro dono di far percepire all’ascoltatore strumenti ed eventuali manipolazioni in fase di produzione che sono in verità inesistenti.

Colin Stetson e Sarah Neufeld negli otto brani dell’album sfiorano i limiti dell’eclettismo possibili, rimettendo in gioco il piacevole contrasto già sperimentato nella colonna sonora del film “Blue Caprice”, spingendolo verso confini più oscuri e tenebrosi, con toni burrascosi e timbri metallici che evocano l’elettronica e i field recording più estremi.
Strettamente registrato live in studio, “Never Were The Way She Was” è la celebrazione della semplicità che diviene complessa, la tensione tra il sax e il violino genera musica dalle atmosfere rilassanti e sottilmente nervose.

I due musicisti non sono interessati a sfruttare la dimensione più fruibile della loro musica, bensì a scoprire i confini di una ricerca che a tratti sfiora l’impossibile, come quando in “In The Vespers”, giocando con il minimalismo alla Steve Reich, spostano l’asse del caos sonoro dalla realtà urbana a quella apparentemente rilassata dei boschi e delle foreste.
Ancor più temeraria la fusione dei due strumenti nella title track: violino e sax si abbracciano e si avviluppano fino a diventare un tutt’uno, tra armonie malinconiche e struggenti che alternano calore e gelo con egual potenza. E' la stessa immagine sonora bifronte che anima il dialogo di “Won’t Be A Thing To Become”, con Stetson che cambia timbri e modulazioni in un continuum circolare, che Sarah Neufeld impreziosisce con melodie che nascono da un registro sonoro leggermente sottotono e squarciano l’apparente impenetrabilità della musica con un candore quasi weird-folk.

Colin Stetson è perfino costretto a eseguire i toni più bassi del suo strumento per poter dar spazio alla natura primordiale di “With The Dark Hug Of Time”, un brano apocalittico e pre-tribale che rappresenta un involontario nadir creativo.
Diventa difficile dopo alcuni ascolti non notare la varietà della musica proposta dai due musicisti in “Never Were The Way She Was”: la grazia sognante e fantasiosa di “The Sun Roars Into View”, i landscape quasi desertici evocati da “And Still The Move” e il suono cavernoso quasi doom(-metal ?) di “With The Dark Hug Of Time” hanno ben poco in comune tra loro, anche il confronto con i brani già citati diviene più arduo, mentre l’ennesimo ascolto svela nuove varianti creative.

Resta infine una piacevole sensazione di stupore per l’abilità dei due musicisti di estrarre da soli due strumenti una musica così ardimentosa e affascinante.
Colin e Sarah, con un dialogo lirico ricco di poesia e intensità, mettono insieme eleganza e intelligenza senza mai suonare autoindulgenti; la musica sposa la forza visionaria di Arvo Part, con una densità e un’attenzione alle sfumature che compensano la minor forza innovativa (forse perché nel frattempo il tutto suona più familiare). “Never Were The Way She Was” non solo conferma il potenziale dei due artisti, ma apre nuove frontiere creative: sembra quasi un disco di due esordienti, pronti a spiccare il volo verso nuovi orizzonti.

(19/05/2015)



  • Tracklist
  1. The Sun Roars Into View
  2. Won't Be A Thing To Become
  3. In The Vespers
  4. And Still They Move
  5. With The Dark Hug Of Time
  6. The Rest Of Us
  7. Never Were The Way She Was
  8. Flight


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