Colleen

Captain of None

2015 (Thrill Jockey) | minimal acoustic, folktronica

La viola da gamba è ancora lì, ad accompagnare la voce della “nostra” Colleen verso universi altri, dove il tempo è solo un ricordo e l’eternità avvolge tutto con delicatezza.
Nel solco di “The Weighing Of The Heart”, il sesto lavoro della musicista francese (che qui ha fatto tutto da sola, registrando e missando le varie composizioni nel suo studio di San Sebastian, in Spagna) ripropone, quindi, tessiture minimaliste e baluginii melodici che – ascoltate, per dire, l’iniziale “Holding Horses” - insieme vanno lungo delicati sentieri percussivi, mentre il suono si dilata, si sfibra, riecheggia come se giungesse da arcane profondità, come accadrà, più avanti anche in “Eclipse” (è nota la sua infatuazione per le tecniche del dub, con cui la Nostra ebbe modo di confrontarsi già durante l’adolescenza – galeotte furono alcune registrazioni di Lee "Scratch" Perry…).

La sua voce entra in scena per la prima volta nella traccia numero due, quella “I’m Kin” che declina un’ipotesi di chamber-pop fatta di mitologia greca, girotondi minimalisti ed elusiva malinconia, la stessa che si farà largo, poi, con i tratteggi evocativi di “Salina Stars”, accarezzata dalla melodica e da feedback vocali. Un’Africa tutta “mentale”, con le sue danze nella gloria del sole, con i suoi canti millenari, emerge tra le trame di “This Hammer Breaks”, un brano in cui la voce viene proiettata e differita su più livelli, creando una sensazione di dolce spaesamento, prima che le manipolazioni elettroniche sconvolgano il paesaggio interiore.

Un disco come al solito affascinante, che certo non può avvicinare le sue partiture migliori, eppure sempre gradevole, capace di teletrasportarci, per circa tre quarti d’ora, in un altrove sfuggente dove la Penguin Café Orchestra si diverte a suonare ininterrottamente avvolta dall’azzurro del cielo (“Lighthouse”), dove gli accordi precipitano verso le dimensioni invisibili della memoria, alla ricerca di un vero e proprio “Soul Alphabet”, dove le cantilene uniscono anima e corpo in un unico afflato (la title track).

(05/04/2015)

  • Tracklist
  1. Holding Horses
  2. I'm Kin
  3. This Hammer Breaks
  4. Salina Stars
  5. Lighthouse
  6. Soul Alphabet
  7. Eclipse
  8. Captain of None
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