David Rosenboom

Naked Curvature

2015 (Tzadik) | contemporanea, post-opera

Pur non appartenendo alle ultime generazioni, David Rosenboom si inserisce perfettamente nel solco della nuova sheet music, avendo sempre accolto nei propri lavori le influenze del jazz, della computer music e della strumentazione rock, oltre ad essere tra i pionieri nell'utilizzo del sintetizzatore digitale nelle partiture. Perciò quest'anno la zorniana Tzadik presenta, oltre ai lavori di due giovani promesse – Per Bloland e Jason Eckardt –, l'opera da camera di questo veterano della composizione d'oltreoceano.
“Naked Curvature: Four Memories Of The Daimon (A Whispered Opera)”: il titolo completo ci dà già alcuni elementi per farci strada nella complessità del lavoro datato 2001, un unico brano di quasi un'ora suddiviso in sette “moduli musicali”, a loro volta scanditi da temi, canoni, contrappunti e frammenti connettivi d'ogni sorta.

La particolarità del testo è quella di essere sussurrato dall'inizio alla fine, anziché normalmente cantato o recitato: le tre voci si inseguono e richiamano tra loro in una fluviale serie di assunti contrastivi (“x as opposed to y”), ispirati principalmente al misticismo di W. B. Yeats e ai suoi esperimenti sulla scrittura automatica.
Una sorta di “flusso di subcoscienza”, un grafico su assi costellati di coordinate sparse, che non fanno parte di un contesto definito ma si relazionano unicamente tra loro e che, in qualche modo, intendono cogliere l'essenza del daimon – entità astratta rappresentante il senso del percorso di vita di ciascuno – attraverso rigide strutture matematiche. Così la musica sottosta' alle leggi dell'impero della mente, inseguendo intuizioni momentanee al di fuori di ogni consequenzialità: l'ensemble da camera CalArts ha qui l'onere e l'occasione di ricoprire uno spettro stilistico amplissimo, in un moto continuo che sembra filtrato da una lente sempre diversa e che chiama in causa i più grandi maestri della letteratura e della filosofia, da Blake a Whitman, da Pascal a Spinoza.

Il viaggio comincia tra i glissando ebbri degli archi, dai quali emerge poco dopo un violoncello distorto alla “Professor Bad Trip”, come un inno hendrixiano disossato nel mezzo di grevi accordi di pianoforte. Si insegue poi una serie di brevi kammerstücke per fiati e pianoforte, con l'incursione di un controller Midi che fa pensare al Synclavier zappiano. Dal pragmatismo seriale si passa a linee evanescenti e impalpabili verso il quindicesimo minuto, tra ance palpitanti e melodie sospese a mezz'aria.
Non è facile seguire con tutta l'attenzione necessaria i repentini mutamenti del paesaggio, tante sono le suggestioni e gli interscambi tra le parti dell'ensemble: esistono tuttavia sezioni meno caotiche (ma parimenti complesse) come il furibondo dialogo tra pianoforte e percussioni – una prova di ritmica e velocità che fa pensare a un Tigran Hamasyan in veste atonale – poi smorzato da una melodia lamentosa alla Silver Mt. Zion della prim'ora.
Non appena viene nominato Baudelaire, di nuovo la prospettiva sonora diviene quella di uno specchio deformante, dal quale originano inquieti movimenti notturni per archi e un violino modificato le cui dissonanze potrebbero far capo a uno spettralismo digitale. Similarmente, i fantasmi di Shakespeare e Napoleone ispirano motivetti baroccheggianti e sbilenchi, sonatine per archi e interludi malamente restaurati che si propagano sino all'epilogo improvviso, nel quale ritornano le scariche elettriche del violoncello.

Post-opera eclettica e fuori controllo, “Naked Curvature” sembra reinterpretare la lezione di Robert Ashley con gli attrezzi del mestiere di Salvatore Sciarrino, assemblando un pastiche in continua tensione tra scrittura puntigliosa e ruvide seduzioni elettroniche. Per quanto si riveli impegnativo ed esiga un ripetuto approfondimento, l'ascolto su disco rappresenta la dimensione più consona per questa azione invisibile della mente, un gioco subdolo e perverso entro cui bisogna calarsi nel più completo abbandono del pensiero cosciente.

(09/08/2015)

  • Tracklist
  1. Naked Curvature: Four Memories Of The Daimon (A Whispered Opera)
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