Disclosure

Caracal

2015 (Island Records) | uk garage, deep house

Tutti sappiamo quanto sia difficile emergere artisticamente nel panorama contemporaneo e tutti sappiamo quanto sia ancor più difficile passare da perfetti sconosciuti a superstar planetarie in una manciata di anni. La storia ci insegna che sono rarissimi i casi in cui si verifica tale fenomeno, forse negli ultimi vent'anni solo i Daft Punk sono riusciti nell'impresa di sfondare pienamente qualunque porta. Come ogni cosa che ha un certo clamore mediatico, la critica musicale, sentendo il nome "Disclosure", si spacca in due: da un lato gli ottimisti gridano al miracolo, dall'altro i più reazionari/scettici sono prontissimi a stroncarli in maniera totale.

La verità è che se non è un miracolo quello dei Disclosure poco ci manca, e non sono solo i numeri a parlare: dalla loro entrata in scena abbiamo assistito, in due anni, a un ritorno di fiamma prepotente della nuova generazione di Uk-disco. E, diciamocelo: era un po' mancata dalle classifiche mainstream un certo tipo di musica danzereccia, spensierata, che strizza l'occhio sia alla disco music degli anni 90, dove la pista regnava sovrana, sia a un tipo di musica più intima e "introversa". Il loro ruolo è stato quello di catalizzare un'esigenza che era nell'aria da un po' di tempo; e se abbiamo potuto ascoltare nel corso del bienno passato gente come Route 94, Kiesza, Clean Bandit, dobbiamo quantomeno rendere atto ai due inglesini di aver scosso a dovere la matassa.
Le loro collaborazioni, inoltre, hanno proiettato nelle vette delle classifiche mondiali anche voci di cantanti pop come Jessie Ware, Aluna George e soprattutto Sam Smith. Non dimentichiamoci, infine che il loro album d'esordio "Settle", uscito nel secondo trimestre del 2013, è stato disco d'oro. Addirittura, il singolo "Latch" ha vinto il disco di platino: mica male, per due fratellini appena ventenni.

Nel frattempo, entrambi non se ne sono stati di certo con le mani in mano a crogiolarsi nel loro incredibile successo, e hanno continuato a creare sonorità che spopolano nelle chart di tutto il mondo. Con un hype davvero incalcolabile giungiamo così all'approccio alla loro seconda prova, "Caracal" (la scelta della cover è singolare e lascia molto all'interpretazione: il caracal, infatti, è un maestoso ed enigmatico felino che abita gli aridi paesaggi africani e del Medio Oriente.) Ma veniamo subito al dunque: con "Caracal" i due non hanno voluto rischiare. La formula è simile, forse troppo, a quella di "Settle", soprattutto se riprendiamo il paragone con gli stessi Daft Punk, che dopo l'esordio techno-funk di "Homework" si reinventarono ballerini graziosi e coloratissimi con il seminale "Discovery".
Tale scelta non sottrae comunque spessore al disco. I nomi in gioco sono addiritura superiori a quelli dell'album d'esordio: già con "Nocturnal" troviamo la collaborazione di Abel Tesfaye aka "The Weeknd". E' una canzone bellissima, che richiama al synth-pop depechemodiano degli anni 80 con la voce sublime di Abel, a ricongiungersi con uno dei momenti vocalmente più importanti dell'intero disco: "Magnets", cantatata nientepopodimeno che da Lorde.

Tuttavia, il disco dopo l'eccellente introduzione non cattura più l'ascoltatore come fece "Settle" a suo tempo, ci sono sprazzi di luce come il ritornello di "Magnets", appunto, e della splendida "Jaded", ma il resto del disco rimane strutturalmente abbastanza asettico nell'ascolto. E' come se i due fratelli avessero prestato molta più attenzione alla cura delle singole voci presenti nell'album, piuttosto che rinvigorire la base elettronica, attitudine produttiva che in "Settle", invece, era a dir poco invertita. Financo la collaborazione con l'irrinunciabile Sam Smith in "Omen" non ha quel piglio magnetico che ebbe "Latch". Per fortuna che sul finire "Moving Mountains" e soprattutto "Bang That" alzano notevolmente l'asticella dell'interesse, grazie a quella cassa ritmata e coinvolgente che tanto ha fatto la fortuna dei Disclosure.
E così, alla seconda grande prova, i fratellini Lawrence hanno preferito mantenere il filo comune del loro successo iniziale, senza però riuscire a eguagliarlo del tutto. Una grossa occasione sprecata, purtroppo, che poteva veramente innalzarli a icone della musica disco del momento.
Al di là di tutto, "Caracal" rimane nel complesso un buon album e se ne sentirà parlare ancora per molto. D'altronde, i Disclosure hanno tutta una vita a disposizione per dimostrare il loro talento anche ai detrattori più accaniti.

(07/10/2015)

  • Tracklist
1. Nocturnal (featuring The Weeknd)
2. Omen (featuring Sam Smith)
3. Holding On (featuring Gregory Porter)
4. Hourglass (featuring Lion Babe)
5. Willing and Able (featuring Kwabs)
6. Magnets (featuring Lorde)
7. Jaded
8. Good Intentions (featuring Miguel)
9. Superego (featuring Nao)
10. Echoes
11. Masterpiece (featuring Jordan Rakei)
12. Molecules
13. Moving Mountains (featuring Brendan Reilly)
14. Bang That
15. Afterthought
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