Editors

In Dream

2015 (Pias) | alt-rock, wave, synth-pop

È un ritorno deciso verso sentieri new new wave quello compiuto dagli Editors nel loro quinto lavoro in studio, un disco che si posiziona esattamente a metà strada fra gli slanci chitarristici del quintetto inglese e quelli più electro.
È come se riunendo "The Back Room" e "In This Light And On This Evening" si realizzasse una sintesi perfetta fra i due (anche se in questo caso con l'ago della bilancia pendente più verso il secondo), come se la band decidesse di non voler rinnegare nulla del passato, raccogliendo il meglio delle proprie reincarnazioni, a dispetto delle fratture (in alcuni casi quasi insanabili) intervenute a seguito delle direzioni stilistiche intraprese.

"In Dream" prende le distanze dal mood più guitar oriented e a tratti "solare" del precedente "The Weight Of Your Love", il quale pur scaturendo da un momento difficile, la dipartita del chitarrista storico Chris Urbanowicz e il concreto rischio di scioglimento, si mostrava in grado di rilanciare l'appannata carriera degli Editors.
Ora la scrittura torna a farsi oscura, cupa ("At All Cost" ha un andamento quasi funereo), densa di quell'esistenzialismo noir (evidente già dal bianco e nero della copertina) che sposta l'asse degli Editors nuovamente dalle parti dei primi Interpol, riallacciandosi al filone post-punk di inconfutabile matrice Joy Division.

I primi anni 80, i synth, l'elettronica tornano a essere dominanti, ma il discorso si fa meno intransigente rispetto alle algide atmosfere di "In This Light". La qualità media è decisamente buona, non è infatti difficile scorgere fra queste dieci tracce alcune pronte a divenire degli instant classic, in particolare "Life Is a Fear", una delle più trascinanti del lotto.
Ma di momenti importanti ce ne sono parecchi, a cominciare dal minimalismo ad altissimo contenuto emozionale di "No Harm" (diffusa già dallo scorso aprile, e posta significativamente a inizio tracklist), il vero manifesto dei nuovi Editors, e dai sette minuti e passa della conclusiva epica cavalcata "Marching Orders".

Va sottolineata la presenza di Bob Mould dietro la console, e soprattutto di Rachel Goswell degli Slowdive, che colora con la sua voce tre tracce, fra le quali spicca l'intensissima ed eterea "The Law", il duetto che costituisce l'altra preziosa vetta dell'album.
Tom Smith si conferma leader carismatico, sa mutare registro vocale adeguandolo alle circostanze di ogni singolo pezzo, la sua calda voce ora tende al baritonale, ora muta in falsetto ("Our Love") mantenendo sempre grande intensità, il resto dei compagni di cordata è saldamente al suo servizio, sanno di avere un frontman di grande spessore e lo assecondano su tutti i fronti. Se oggi gli Editors sono una delle realtà più acclamate nel rigoglioso panorama britannico è soprattutto grazie a lui.

Superiore qualitativamente a "The Weight Of Your Love", non certo al livello di "An End Has a Start", che resta il momento migliore del loro percorso artistico, "In Dream" alterna momenti molto riusciti ad altri prescindibili ("Salvation"), ma rassicura sullo stato di salute di una formazione che, del resto, poco più di un anno fa abbiamo avuto modo di apprezzare in piena forma nella dimensione live.
Forse un "Turn On The Bright Lights" non riusciranno mai a partorirlo, ma "In Dream" assicura una continuità di rendimento che in pochi avrebbero presunto soltanto pochi anni fa.

(01/10/2015)

  • Tracklist
  1. No Harm
  2. Ocean of Night
  3. Forgiveness
  4. Salvation
  5. Life Is a Fear
  6. The Law
  7. Our Love
  8. All the Kings
  9. At All Costs
  10. Marching Orders


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