Eye Of Time

ANTI

2015 (Denovali) | elettronica, dark-ambient

Da “Acoustic” dell'anno scorso, la carriera di Marc Euvrie ha dovuto fare i conti con due volti paralleli, due lati di una medesima medaglia piuttosto discordanti fra di loro. Da una parte il pianismo lirico e intimo di quell'album, una sorta di confessione d'umanità, di racconto a posteriori, di auto-rivelazione. Dall'altro l'Euvrie che da sempre conosciamo, il terrorista sonoro con la passione per l'industrial e la distruzione, il personaggio con cui si è sempre presentato al pubblico.

“ANTI” nasce dalla palese esigenza di conciliare queste due anime: l'immagine esteriore e l'essenza interiore, la foga distruttrice e la sensibilità “perduta” e accantonata in passato. Per fare questo, Euvrie ha deciso di servirsi della tecnica del flusso di coscienza, quella stessa con cui gente come Dirk Serries o bvdub ha rivelato la vera forza della propria arte. Ci prova, dunque, seguendo semplicemente l'istinto, senza forzare l'evoluzione.
E proprio per questo il primo risultato non è propriamente dei migliori: “A Perfect World” nasce in grembo a distorsioni e rumori, sfocia di colpo in una sonatina à-la-Aphex Twin di “drukQs” e chiude nuovamente all'insegna della carta vetrata. La pratica si esaurisce qui nel tentativo di far convivere il rumorismo con il piano solo di stampo modern classical: idea velleitaria, forse, ma necessaria per dare un la all'operazione.

Non si tratta infatti che di un primo approccio, dal quale Euvrie muove per poi approfondire la materia. Già in “Retrospective Memory” lo scenario cambia e di molto: tribali concitati e organo sintetico danno vita a un quadretto splendido che entra di diritto fra le cose migliori mai realizzate dall'artista. La title track è l'altro momento topico, una ballata in salsa d'n'b-noise i cui flussi armonici rasentano la commozione autentica.
Di mezzo c'è la sosta termica di “Collapse”, gioco di effetti su armoniche di synth che funge da mélange fra i due pilastri del disco. Euvrie trova la quadra nella maniera più semplice eppure efficace: trasformando la sua tecnica sonora in mezzo per esprimere, finalmente, la sua interiorità, rinunciando al terrorismo esteriore. L'epilogo di “Embrace The Truth, Face The End Of All Things” è un altro passaggio interlocutorio, una fioca luce di droni che rappresenta un finale aperto.

Prova d'iniziazione superata con successo. Con questa nuova consapevolezza espressiva, The Eye Of Time ha finalmente tutte le potenzialità per diventare una punta di diamante del dark contemporaneo.

(13/04/2015)

  • Tracklist
  1. A Perfect World
  2. Retrospective Memory
  3. Collapse
  4. ANTI
  5. Embrace The Truth, Face The End Of All Things
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