Fallen

The Secrets Of The Moon

2015 (Psychonavigation - Tranquillo) | ambient, post-new age

Dalle nostre parti, Lorenzo Bracaloni non è certo il primo folksinger con la passione per l'atmosfera che ha deciso di colpo di buttarsi nel mondo dell'ambient music. Vengono in mente, senza bisogno di pensarci troppo, nomi come Paolo Thomas Strudthoff (oggi noto come Hoff e autore di uno dei percorsi atmosferici più validi e meritevoli del Belpaese) o Andrea Vascellari (per tutti Lullabier, ma il cui progetto Firetail merita ben più del nostro imminente recupero). Senza voler considerare chi, come Gabriel Sternberg, alla commistione fra tradizione e forma cantautorale e sviluppo atmosferico ha dedicato un'intera carriera.

Se si vuole capire dove “The Secrets Of The Moon” affondi le sue radici, bisogna essere entrati in contatto almeno una volta con un'opera di The Child Of A Creek, ovvero lo stesso Lorenzo in veste di folksinger. Il suo amore incontaminato per l'antichità, la magia, il leggendario, declinato all'epoca in un neo-folk a cavallo fra Kozelek e Greg Weeks, prende oggi una nuova forma con questo progetto. E lo fa in un disco che ripesca (e ripropone, in un periodo storico ben lontano dai luoghi comuni post-yuppie della seconda metà dei Novanta) tutto quel gergo sonoro passato alla storia sotto l'impropria macro-definizione di new age.

Ci sono le lezioni armoniche dell'ultimo Erik Wøllo e qualche eco dello Steve Roach più pulsante, inserite però nel contesto di un'ambientazione spiccatamente fantasy. L'elettronica è dunque chiamata a ricamare tessuti ritmici su cui si innestano melodie squisitamente cinematografiche e fiabesche, non difficili da accostare ai migliori frutti di gente come Medwyn Goodall e Henri Seroka. L'ouverture della title track è in tal senso il miglior biglietto da visita possibile, forte anche di una capacità (tutto fuorché comune) di infilarsi nella mente nel giro di pochissimi ascolti, fra i riverberi della chitarra elettrica e l'irresistibile melodia di un oboe.

Effetto analogo è garantito dalle ambientazioni sintetiche di “Of Dreams And Wounds”, mentre decisamente più vicine agli albori della tradizione californiana sono le maestose “At The End Of The World”, “Golden Dust (The Vanishing)” e “Ravenhand”, fra trancedelia alla Byron Metcalf e colate di arpeggiatori analogici. “Cosmos” fa quasi storia a sé, “chiusa” e scarnificata nella sua timida melodia cameristica à-la-Tim Story, in sostanziale contrasto con quanto il titolo sembrerebbe lasciare intendere. Un semi-paradosso che tende però a incuriosire senza stonare, permettendo pure un effetto-sorpresa assai raro nei luoghi comuni ambient.

Nelle scelte dei suoni, nella semplicità costitutiva e strutturale dei pezzi e nelle atmosfere evocate sembra nascondersi un'ingenuità di fondo, che tende però a rivelarsi il principale pregio dell'intero lavoro. Bracaloni si diletta con le atmosfere con la spontaneità e l'entusiasmo di un bambino cosparso di giocattoli, proiettando la sua fantasia ed elaborandovi una miscela accattivante e deliziosa, inadatta agli snob e consigliatissima a tutti coloro che non hanno mai sacrificato o sconfessato i frutti della propria fantasia fanciullesca.

(03/06/2015)

  • Tracklist
  1. Secrets Of The Moon
  2. Golden Dust (The Vanishing)
  3. Ravenhand
  4. Of Dreams And Wounds
  5. Cosmos
  6. At The End Of The World
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