How To Cure Our Soul

Saigon

2015 (Audiobulb) | ambient-drone

How To Cure Our Soul è il nome del progetto inaugurato tre anni or sono da Marco Marzuoli, artista abruzzese già attivo, anche come curatore, in ambito multimediale e di video art. Esperienza interdisciplinare oggi condivisa con il poliedrico chitarrista Alessandro Sergente, è un act sostanzialmente nuovo nel (fortunatamente) sempre più sviluppato panorama atmosferico italiano, all'interno del quale va a proporre un take per certi versi inusuale e, già dal nome, puramente interiore.

L'ambient music di Marzuoli e Sergente è infatti (curiosamente) più vicina per approccio alla tradizione impressionista degli anni Ottanta e Novanta che al paesaggismo tipico dell'ultimo decennio e mezzo di ricerca atmosferica. Il suono, generato in gran parte attraverso il treating di note, arpeggi e armoniche di chitarra, assume nei loro lavori il ruolo, condiviso con visuals e parole, di sostanza riflessiva, raccogliendo al suo interno una varietà di sensazioni, idee, flussi anche distanti nel tempo ma riuniti nello spazio.

“Saigon” è composto da due lunghi brani in cui il suono sembra addirittura riflettere su sé stesso, facendo venire a mancare il tramite umano e sconfinando in una purezza quasi assoluta. La prima suite in tracklist, “Aurea”, dilata frammenti di melodia sviluppandone singole determinazioni interne fino a trasformarli in droni, affiancati da vicino ma separati quanto basta per generare una vasta gamma di sfumature su una medesima tonalità-base. Uno sviluppo ciclico all'inseguimento costante (e infinito) di un orizzonte, che si materializza solo al sopraggiungere del silenzio.

Diverso è l'approccio alla base della seconda suite, “Opium”, in cui invece il procedere si rivela lineare, con l'acquisizione progressiva di nuovi elementi. Il ronzio dilatato dei primi minuti sfuma lentamente in un'armonia lontana in costante avvicinamento, visivamente paragonabile a una luce che si fa sempre più intensa e percettibile. Qui il percorso muove a cavallo di due singole sfumature, andando a scoprire una gran varietà sonora anche all'interno di un intervallo più omogeneo, racchiusa proprio nel movimento, nell'impalpabile dinamismo.

Nonostante la sua analisi faccia apparire la natura del disco studiata e razionale, “Saigon” è un lavoro centrato su quello stesso istinto che governa, a conti fatti, anche la ragione e le sue dinamiche, nonché gli oggetti e le modalità della riflessione. Un gioiello che regala, nell'era del soundscape, della percezione sensibile e del suono come componente chiave di un ambiente sensorialmente tangibile, una modalità diversa e ugualmente cangiante di fare musica atmosferica.

(30/08/2015)

  • Tracklist
  1. Aurea
  2. Opium
How To Cure Our Soul on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.