Jack DeJohnette

Made In Chicago

2015 (Ecm) | free-jazz

"Made In Chicago" è un disco dal vivo (registrato il 29 agosto 2013 durante il Chicago Jazz Festival) voluto espressamente da Jack DeJohnette per celebrare il cinquantesimo anniversario della fondazione ufficiale, nel maggio 1965 a Chicago, dell'AACM ("Association for the Advancement of Creative Musicians"). Non a caso, il grande batterista jazz ha chiesto a Manfred Eicher della Ecm di aspettare appunto il 2015 per poter pubblicare quest'album. Il gruppo che ha messo insieme per questa storica occasione è un quintetto di primo ordine, dai suoi vecchi compagni di college Roscoe Mitchell e Henry Threadgill al mostro sacro del pianoforte "free-jazz" Muhal Richard Abrams e al più giovane contrabbassista Larry Gray (l'unico bianco della formazione, tra l'altro).

Mitchell (che fu tra i fondatori degli Art Ensemble Of Chicago), Threadgill (alto sassofonista degli Air) e Abrams furono proprio tra i principali fondatori della AACM, associazione afroamericana dai forti connotati politici, che si prefiggeva di creare e promuovere una musica avanguardistica che cercava di distaccarsi dai canoni formali del jazz, pur mantenendone certi codici stilistici al suo interno. DeJohnette, benché facesse parte di quell'entourage, non vi prese mai parte attivamente, spostando le sue attenzioni dapprima verso la nascente fusion (fondamentale è il suo contributo ritmico ai capolavori jazz-rock di Miles Davis, come "Bitches Brew" e "On The Corner") e, alla fine degli anni Settanta, verso un robusto jazz da camera di matrice Ecm, finendo, negli anni Ottanta, a suonare in un famoso trio guidato da Keith Jarrett.

"Made In Chicago" segna anche il suo esordio nel campo del free-jazz e, bisogna dire, i risultati sono all'altezza, come raramente è capitato in anni recenti. Lo show inizia alla grande con il recupero di un brano di Roscoe Mitchell risalente al 1977, "Chant", forte di una ipnotica melodia circolare, di poderosi cluster atonali di pianoforte e di una fiammeggiante improvvisazione colletiva finale. Molto più quieta e dalle atmosfere crepuscolari è "Jack 5", composta da Abrams, dove trova posto pure un assolo di bravura di DeJohnette. "This", sempre di Mitchell, è quasi una sonata da camera, più adatta a un auditorium di musica classica che a un festival di jazz.
DeJohnette è l'autore di "Museum Of Time", il cui "stream of consciousness" è più consono al suo stile. Abrams offre un saggio eccellente delle proprie capacità esecutive nella composizione di Threadgill, "Leave Don't Go Away", così piena di accordi in cascata. Il gran finale di "Ten Minutes", composta e improvvisata collettivamente da tutti e cinque, riporta alla mente il leggendario concerto degli Art Ensemble Of Chicago immortalato in "Bap-Tizum" (Atlantic, 1972).
Nel disco, sorprende soprattutto la vivacità e la grinta di questi "giovanotti", ormai tutti prossimi agli ottanta anni di età (Abrams ne ha ottantaquattro).

Da segnalare, inoltre, tra le recenti novità della Ecm, l'eclettico "Imaginary Cities" della Chris Potter Underground Orchestra e il ritorno del veterano contrabbassista tedesco Eberhard Weber con "Encore", un disco di inediti registrati dal vivo nell'arco di diciassette anni (dal 1990 al 2007) insieme ad Ack Van Rooyen della United Jazz + Rock Ensemble e che è forse il suo miglior album dai tempi di "Pendulum" (Ecm, 1993).

(03/02/2015)

  • Tracklist
  1. Chant
  2. Jack 5
  3. This
  4. Museum Of Time
  5. Leave Don't Go Away
  6. Ten Minutes
Jack DeJohnette su OndaRock
Recensioni

JACK DEJOHNETTE

In Movement

(2016 - Ecm)
Nuovo album di studio per il grande batterista statunitense

Jack DeJohnette on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.