Kathryn Williams

Hypoxia

2015 (Caw / One Little Indian) | alt-folk

Kathryn Williams non è la prima a cimentarsi con un adattamento musicale di un'opera letteraria ("The Bell Jar" di Sylvia Plath), ma “Hypoxia” rappresenta, almeno sotto questo punto di vista, un successo – se non è altro perché tale non sembra. Quella che emerge invece incontrastata è la voglia della Williams di espandere la propria tavolozza espressiva, con l’aiuto di Ed Harcourt, produttore del disco.
Così, arrangiamenti trip-hop “ipossici” incorniciano un brano alla Beach House (“Mirrors”) e acuiscono i toni dream del disco, con gli impercettibili riverberi di “Electric” che impreziosiscono la linea vocale Drake-iana di “Electric”.

Molto è basato sull’atmosfera, in “Hypoxia”, e in questo c’è una decisa maturazione della cantautrice inglese, a vedere come vengono interpretati brani più classici come il folk gotico e pianistico di “Cuckoo” e la ballata rutilante di “The Mind Is Its Own Place”.
Ma la scrittura spesso cede all’interpretazione, come nello psych-folk di “Battleships”; “When Nothing Meant Less” è scritta col pilota automatico, e l’accennato crescendo strumentale può far poco per nobilitarla.

In definitiva, un progetto musicale che sembra aver costretto più che elevato l’espressione artistica di Kathryn Williams.

(18/06/2015)



  • Tracklist
  1. Electric
  2. Mirrors
  3. Battleships
  4. Cuckoo
  5. Beating Heart
  6. Tango With Marco
  7. When Nothing Meant Less
  8. The Mind Is Its Own Place
  9. Part Of Us
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