Kurt Vile

B'lieve I'm Goin' Down

2015 (Matador) | americana, country-rock

Autore sempre più imperscrutabile, Kurt Vile trova modo di chiudersi ancor di più in sé stesso in “B’lieve I’m Goin’ Down”, atteso seguito di “Wakin’ On A Pretty Daze”. Quel “gentile sbalestramento” sembra confermato nelle note vagamente dissociate di questo nuovo lavoro, in una specie di paesaggio americano trasfigurato in senso grottesco, una vaga allucinazione autistica.
È quanto sembra emergere dalla narrazione dronica di Vile, apparentemente il più classico viaggio on the road (con qualche parallelismo coi vecchi compagni War On Drugs), in realtà qualcosa compiuto tra le mura di casa, un ricordo annegato nel tempo.

L’acustica del musicista americano rimane così come smarrita, nel suo ripetersi ossessivo, di fronte all’apparire dei fantasmi sintetici di “That’s Life, Tho”; le interpretazioni vocali diventano quasi vicine a uno spoken word che vorrebbe comunicare una stoica saggezza nell’osservazione della vita, ma sembra anche desolatamente disconnesso dall’oggetto del suo racconto.
L’ambientazione sonora del disco diventa così claustrofobica, nel suo polveroso understatement, e là dove il minimalismo vorrebbe diventare specchio di grandezze troppo grandi da descrivere, diventa invece angosciante e monocorde (“All In A Daze Work”). Anche il country-soul interpretato alla Daniel Johnston di “Lost My Head There” sembra nutrirsi di questa atarassia di fondo: un senso di vuoto sembra pervadere “B’lieve I’m Goin’ Down”.

Il “giù” sembra diventare, così, l’abisso di incomunicabilità tra la musica di Vile e l’ascoltatore, mascherato da un fascino inanimato, come ben dimostrato dal verboso anthem revivalista “Pretty Pimpin’”, o dalla mascherata outlaw country “I’m An Outlaw”. Come al culmine della depressione, però, gli squarci di luce che a volte penetrano nella coltre grigia assumono un valore di verità incomparabile, ed è così che accade per diverse aperture strumentali (“Wheelhouse”).
Per il resto, un disco piuttosto esanime.

(17/09/2015)



  • Tracklist
  1. Pretty Pimpin
  2. I’m An Outlaw
  3. Dust Bunnies
  4. That’s Life, Tho (Almost Hate To Say)
  5. Wheelhouse
  6. Life Like This
  7. All In A Daze Work
  8. Lost my Head there
  9. Stand Inside
  10. Bad Omens
  11. Kidding Around
  12. Wild Imagination
Kurt Vile su OndaRock
Recensioni

KURT VILE

Wakin On A Pretty Daze

(2013 - Matador)
Il risveglio post-sbornia del capellone di Philly

KURT VILE

It's A Big World Out There And I'm Scared

(2013 - Matador)
Un Ep del capellone psichedelico prelude a un'edizione deluxe di "Pretty Daze"

KURT VILE

Smoke Ring For My Halo

(2011 - Matador)
Meno primitivo e confuso, il nuovo lavoro del cantautore di Philadelphia

Kurt Vile on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.