Levon Vincent

Levon Vincent

2015 (Novel Sound) | avant-techno

Ci scuserete per il notevole ritardo con cui giunge sui vostri schermi questa recensione, ma il materiale proposto da Levon Vincent non è propriamente roba di facile decrittazione, da poter assimilare nell'arco di qualche rapida sessione d'ascolto. Se quindi il solo scalfire la superficie del primo full-length del producer statunitense (ma di stanza a Berlino) richiede già una pazienza e una costanza che di rado si è disposti a concedere di questi tempi, lo sforzo di dover poi trasporre le proprie impressioni in forma scritta è analogo dell'impresa d'ascolto affrontata. Quanto si manifesta nelle pieghe dell'album omonimo di un vero e proprio maestro della techno underground (pubblicazioni a sua firma si contano dal 2002, ed è noto il suo supporto a vari altri musicisti) assume infatti i contorni di un'esperienza di totale, spregiudicata libertà creativa, di un gioco di specchi che abbaglia e stordisce, non soltanto divertendosi a dilagare oltre limitanti nicchie stilistiche e sempre più patetici contesti di appartenenza, ma ritagliandosi di fatto uno spazio tutto suo, che accoglie passato, presente e futuro in un unico, grande abbraccio.

Descrizione un po' generica? Indubbiamente, ma quanto Vincent ha piazzato sul tavolo ha ben poco da temere, in termini di coraggio espressivo e audacia compositiva. Certo, l'esperienza dimostra che non sempre la sfrontatezza paga, e forse i termini con cui il lavoro è stato dipinto in giro non sono scevri da una lieve esagerazione, ciò non toglie che il Nostro abbia giocato bene le proprie carte, che sappia coordinare la propria creatività con grande solidità d'impianto, senza compromettenti sviate artistoidi. Distribuito in free-download nelle ventiquattro ore antecedenti l'uscita ufficiale del lavoro, per poi essere pubblicato in quadruplo dodici pollici dalla stessa etichetta del producer, “Levon Vincent” è lavoro frastornante e sofisticato, cerebrale e mesmerico, conteso tra forze opposte ma capace di non lasciarsi sopraffare da uno schieramento specifico, nell'ottica di una totale inclusività, sonora e di approccio. Questa è la spinta (o meglio, il coacervo di spinte) da cui trae forza la peculiare techno ibrida del musicista, un impulso che lo porta, almeno all'apparenza, a operare di bizzarre giustapposizioni e superflue complicazioni, nell'atto di traghettare la sua indagine su lidi inesplorati, mai battuti da altri: l'intenzione viene perfettamente corrisposta dai risultati.

I lidi calpestati da Vincent indubbiamente presentano le caratteristiche dell'isola vergine, del terreno incontaminato, privo di elementi che riconducano a precedenti colonizzazioni: ed è proprio questa sensazione di totale purezza, di assoluta libertà di movimento, che rende allo stesso tempo così affascinante e respingente la presente raccolta, che consente di poter riscontrare continui corti-circuiti di traccia in traccia. Capita quindi che le visioni autechriane di “The Beginning” si trovino catapultate tra energici impulsi sintetici in scia space, e sciabolate micro-melodiche trapelino qua e là tra i clangori industriali di “Junkies On Hermann Street”, prima che ulteriori elementi di disturbo si accavallino e quasi azzerino ogni forma di accessibilità, tra sfregolii noise e vibrazioni in continuo accavallarsi.
Di certo, di risultare lineare, immediatamente fruibile, al producer interessa ben poco: “Anti-Corporate Music” (un nome un programma!) diventa paradigma assoluto del processo, in un'opera di complicazione ritmica che porta il massiccio pattern techno di partenza a percorrere sentieri espressivi sempre più bizzarri, di fatto tramutandosi in qualcosa di letteralmente diverso, sicuramente ben poco attinente alle premesse iniziali.

La manipolazione del ritmo diventa dunque il vettore d'elezione di questo trasformismo, del gioco al massacro delle convenzioni effettuato da Vincent. Stravolto, accantonato, soppresso, finanche trasfigurato, il motore pulsante della musica qui rinasce sotto nuove fogge, spesso come parte integrante dello stesso corpus melodico (i campionamenti modulati di archi in “Small Whole-Numbered Ratios” diventano l'emblema di questa doppia funzionalità, di fatto conducendo il brano pressoché da soli), spesso fingendo di svanire, per poi marchiare a fuoco il brano agendo esclusivamente dalle retrovie, lasciando che il gioco venga apparentemente condotto dagli elementi circostanti.
È proprio la quasi totale assenza di un reale disegno ritmico a rendere gli incastri sintetici di “Phantom Power” così brillanti e incisivi, e lo stesso discorso vale per le acrobazie compositive di “For Mona, My Beloved Cat”, in cui la massiccia presenza di hi-hat è l'unico riscontro percussivo in un tracciato altrimenti tra i più indecifrabili della collezione. È anche grazie a quest'operazione, concettuale ancor prima che effettivamente musicale, che l'album si presenta come raccolta unitaria, che i presupposti per un ipotetico effetto-compilation vengono scongiurati dal primo istante.

Che si tratti delle misteriose screziature in scia wonky di “Her Light Goes Through Everything”, frastagliate da interessanti quanto (analogamente) imprendibili interventi melodici, o della maggiore linearità espressiva donata alla pensosa parentesi in scia simil-ambient di “Black Arm W / Wolf”, la mano di Vincent è sempre palese, chiara nel coordinare il progetto e conferirgli la propria personalità.
Attraverso questo enorme dispiego di soluzioni sempre diversificate, di espedienti volta volta più audaci, il producer concepisce infatti la sua peculiare visione di sinfonia techno, in un progetto che riporta al centro dell'attenzione del settore una freschezza e una cura per il dettaglio “narrativo” attualmente merce rara in giro. Poco importa se ogni tanto il rischio risulta un po' meno calcolato del previsto: data una simile esplosione di creatività, è un difetto di minor conto in un viaggio sonico tra i più stimolanti della stagione.

(14/07/2015)

  • Tracklist
  1. The Beginning
  2. Phantom Power
  3. Junkies On Hermann Street
  4. Launch Ramp To The Sky
  5. For Mona, My Beloved Cat. Rest In Peace
  6. Her Light Goes Through Everything
  7. Black Arm W / Wolf
  8. Confetti
  9. Anti-Corporate Music
  10. Small Whole-Numbered Ratios
  11. Woman Is An Angel
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