Majical Cloudz

Are You Alone?

2015 (Matador) | ambient-pop

Due anni fa, durante il tour di promozione di "Impersonator", il secondo disco dei Majical Cloduz, la coppia formata da Devon Welsh e Matthew Otto si ritrovò a fare i conti con i propri demoni personali. L’uno depresso, l’altro paranoico, la prima volta da headliner mise a nudo le personalità complesse della coppia. C'è un brano che i due ascoltavano ossessivamente durante quei giorni, "Royals" di Lorde, definita da Welsh come “la colonna sonora di noi due che impazziamo”. E’ in questo contesto che si inserisce Claire Boucher (aka Grimes), probabilmente la donna più importante nella vita artistica di Welsh, la persona con la quale egli ha iniziato a fare musica, di cui è stato innamorato e con cui ha collaborato spesso. Offrendo loro un posto da opening act per un party pre-Grammy dove si sarebbe dovuta esibire, la Boucher fece sì che Majical Cloudz e Lorde si incontrassero davvero, gettando le basi per quella che sarà un’esperienza decisiva nella carriera del duo: il tour nelle arene come supporto della popstar neozelandese.

Fa impressione pensare che un progetto di questo tipo, nato nel salotto di casa Welsh (il padre Kenneth interpretò Windom Earle in "Twin Peaks") a Montreal e con un sound certamente non da arena, si sia ritrovato nel giro di cinque anni a esibirsi davanti a 10/15mila persone. Deve avere fatto pensare molto anche i Majical Cloudz, che decidono di stracciare tutto il lavoro fin lì svolto in studio di registrazione, tornare a utilizzare il caro vecchio organo e ricominciare da capo. A questa storia Pitchfork ha dedicato una bellissima cover story, nel caso abbiate voglia di approfondire.

“Are You Alone?” è un disco di lente ballate elettroniche, costruite su tappeti di freddi synth analogici, parti vocali malinconiche e rare spruzzate artificiali di luce che si incuneano nella cupezza generale della produzione. Non si discosta dunque molto dal suo predecessore "Impersonator", anzi lo si potrebbe quasi considerare una sua estensione, ma leggermente meno spoglia. Queste poche parole potrebbero già bastare per dare un’idea dell’album. Il resto invece può essere derubricato a considerazione personale, ovvero a un’analisi che si muove - possibilmente nella maniera più profonda possibile - a livello di pure sensazioni emotive.

L’approccio alla scrittura d’altronde, apparentemente piuttosto semplice, nasconde invece una complessità di fondo che andrebbe sviscerata canzone per canzone. Ad esempio la title track offre diverse chiavi di lettura: la prima, superficiale, ci mette di fronte al problema della depressione che potrebbe cogliere chiunque vicino a noi. Ma secondo l’autore stesso, il brano invece è ricco di vita: nonostante questa possa essere difficile a volte, si tratta solo di tenere duro e tirare avanti. Il testo contiene anche una citazione di Motion Picture Soundtrack dei Radiohead, che Welsh utilizza come via d’accesso per sviscerare i propri pensieri.

What’s the point of a sad, sad song?
Do you hear me or not at all?

Qual è il punto di una canzone triste allora? Far sentire triste chi la ascolta - la famosa empatia - o un esercizio dell’artista per esorcizzare la tristezza stessa? Difficile rispondere, impossibile - verrebbe da dire. Si deve per forza trovare un senso in una dichiarazione d’amore tanta sincera quanto deprimente come "Downtown"? L’idealizzazione dell’amore che offre Welsh, ovvero un attimo di felicità prima che tutto diventi buio, è forse il concetto più romantico mai espresso in musica. Gli Smiths ne sanno certamente qualcosa, ma se Morrissey aveva la chitarra jingle-jangle di Marr a fare da contralto, Welsh in "Silver Car Crash" viene invece trascinato ancora più a fondo dal tappeto di synth nebbiosi steso da Matthew Otto.

"Are You Alone?" è la catarsi personale di Devon Welsh, ma ascoltarlo non sarà una liberazione.

(08/12/2015)



  • Tracklist
  1. Disappeared
  2. Control
  3. Are You Alone?
  4. So Blue
  5. Heavy
  6. Silver Car Crash
  7. Change
  8. If You’re Lonely
  9. Downtown
  10. Easier Said Than Done
  11. Game Show
  12. Call On Me
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