Mark Lanegan Band

A Thousand Miles Of Midnight: Phantom Radio Remixes

2015 (Heavenly) | electro, remixes, alt-rock, songwriting

Mark Lanegan è sempre più determinato a immergere il proprio songwriting in quel mare magnum che è il mondo legato alla musica elettronica; la sua innata curiosità lo spinge sempre più verso collaborazioni che fino a poco tempo fa sarebbero state impensabili.
Ad esempio, non tutti sanno che recentemente Lanegan ha investito un po’ del suo tempo libero per realizzare un singolo in compagnia di Martina Topley-Bird (sì, la signorina “Maxinquaie”) coverizzando un bel pezzo degli XX, “Crystalised”, e l’esperimento è perfettamente riuscito.

Non soddisfatto, uno dei pilastri nella definizione del Seattle sound ha deciso di spingersi oltre, orientando verso il fronte electro l’architettura di “Phantom Radio”, la sua pubblicazione più recente, costruita per gran parte con i suoni ricavati da una app per cellulari.
Il giochino multiforme trova degno completamento in “A Thousand Miles Of Midnight”, raccolta di versioni remix di brani contenuti sia in “Phantom Radio” che nell’Ep “No Bells On Sunday”, di qualche mese precedente.

Il primo elemento che balena all’occhio è lo spessore, la fama dei remixer coinvolti, che vanno da artisti di grido (Moby, UNKLE) ad amici che si sono ben volentieri prestati all’operazione, vedi Greg Dulli (già con lui nel progetto Gutter Twins), Mark Stewart e Soulsavers.
Sono versioni alternative, più (“Seventh Day”) o meno (la stilosissima “I Am The Wolf”) riconoscibili, che conferiscono un’inedita veste alla scrittura di Lanegan, lanciandolo una volta di più nella contemporaneità, evitando che il musicista resti chiuso in un rassicurante bozzolo troppo legato al passato.

I remix non hanno sempre una connotazione prevalentemente ritmica: in alcuni casi il mood si fa atmosferico (“No Bells On Sunday” diventa una colonna sonora dai connotati ambient, “Jonas Papp” è la sonorizzazione di paesaggi naturali), densamente notturno (“Floor Of The Ocean”), oppure minaccioso e inquietante (“Waltzing In The Blue” sembra subire l’influenza del Tricky più luciferino).
Il tutto a dimostrare quanto Lanegan senta stretto oggi il ruolo di crooner maledetto: intende piuttosto interpretare stili eterogenei, confermando un percorso che lo ha spesso visto eccellere, vuoi quando è stato un pioniere del grunge con gli Screaming Trees, vuoi quando è stato ospite di lusso in alcuni lavori dei Queens Of The Stone Age, vuoi quando ha scritto ed eseguito moderne filastrocche condivise con Isobel Campbell, sino al serioso cantautorato dei lavori solisti.

Il materiale di “Phantom Radio”, concepito in maniera non canonicamente rock, si prestava in maniera perfetta a subire il trattamento assicurato da “A Thousand Miles Of Midnight”, la quantità e la qualità degli ospiti chiamati a remixare assicurano varietà stilistica nella continuità, la voce è sempre quella di Lanegan, sono i contenitori a cambiare di densità sonora, a modificarsi accogliendo il segno dei tempi che cambiano.
La moderna tecnologia apre nuovi scenari, il blues scartavetrato resta, ma ora assume una forma diversa, difficile dire se più o meno accogliente, se più o meno accettabile dai vecchi fan, ma se tutti gli artisti si dimostrassero irreversibilmente conservatori, il mondo non avrebbe mai avuto un Picasso o un Gaudi…

(15/09/2015)

  • Tracklist
  1. Death Trip To Tulsa – Mark Stewart’s Exopolitix Demix
  2. I Am The Wolf – Greg Dulli Remix
  3. The Killing Season – UNKLE Remix
  4. Torn Red Heart – Moby Remix
  5. No Bells On Sunday – Moon Gangs Remix
  6. Floor Of the Ocean – Pye Corner Audio Remix
  7. Sad Lover – Mikey Young Remix
  8. Waltzing in Blue – Earth Dub Mix
  9. Harvest Home – Magnus Remix
  10. The Wild People – Alistair Galbraith Remix
  11. Dry Iced – Tomas Barfod Remix
  12. Jonas Pap – Soulsavers Aural Disorientation Remix
  13. Seventh Day – Tom Furse Extrapolation
  14. Judgement Time – Alain Johannes Remix
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