Mercury Rev

The Light In You

2015 (Bella Union) | dream-pop, psych-pop

Sette anni. A riflettere su quanto è successo in musica in questo lasso di tempo, vi sarebbe da riempire interi libri. Assentarsi così a lungo dalle scene (indipendentemente dai motivi che stanno alla base dell'allontanamento), quando il mondo fa di tutto per escludere chi non riesce a rimanere al passo, è prerogativa di pochissimi ormai, rispettivamente di qualche folle o di chi non ha proprio nulla da temere per il futuro della sua carriera. I Mercury Rev di Jonathan Donahue appartengono da tempo a questa categoria di personaggi eletti, capaci di far parlare di sé con il loro solo esserci, senza più la necessità (d'altronde, con dischi come “Deserter's Songs” e “Yerself Is Steam”, non ce n'è proprio motivo) di dover dimostrare niente a nessuno, di dover stupire a ogni costo.
Incuranti, quindi, dello scorrere delle lancette, con la coscienza di aver coniato un linguaggio, fiabesco e fantasioso, di straordinaria lungimiranza e longevità (la doppia prova del 2008 a ottima testimonianza dell'assunto), i cinque di Buffalo proseguono con caparbietà sullo stesso tracciato, percorrendo, nelle undici tracce di “The Light In You”, i tratti di uno psych-pop sinfonico fatato e galante, su cui ambientare tavolozze oniriche e illustrare mondi perduti.

Anche nell'articolarsi su un viatico a lei così conosciuto, la band evita in ogni caso di scadere nell'effetto carta carbone, non soltanto agendo di peso sulla diversificazione delle timbriche, ma intervenendo in primis sulla carica pop dei brani, non dimentica di certo del raffinato inquadramento di cui è adornata, ma senz'altro scaltra nell'apportare una linearità che mancava da tempo a Donahue e soci, grossomodo dall'altezza di “The Secret Migration” o giù di lì.
Se di certo mancano le cadute rovinose di quest'ultimo, forse l'apice in negativo della compagine, nella ricerca della perfetta formula sonora i Mercury Rev finiscono per perdere la scintilla, lo spirito che ne ha animato i migliori (tanti) momenti. Senza stare a scomodare la fase con Shady Baker, che giustamente è e rimane tutt'altra cosa, negli undici passaggi del nuovo disco la sensazione è quella di un'estrema professionalità, sempre intrigante nelle modulazioni e nell'eterea atemporalità di tratto, ma capace solo di rado di fornire reali vibrazioni, scosse melodiche ed emotive che possano essere realmente definite tali.

Sotto tale ottica, i pochi felici strappi alla regola sono da ritrovarsi nella brumosa ballata autunnale “Central Park East”, eccellente connubio di narrazione e interpretazione (con Donahue in ottima forma vocale e il minimalismo atmosferico della musica a lasciar fiutare una certa qual allure epica), e nei delicati fraseggi corali di “Are You Ready?”, controllati da una vivace ghiera ritmica e un tocco melodico a prova di bomba. Per il resto, tra vani tentativi di ravvivare l'atmosfera con spiritosi ammiccamenti jamesbondiani (“Sunflower”) o più decise parentele con la galassia pop (“Rainy Day Record”) la penna rincorre stanca un'ispirazione al più ordinaria, docile nell'escogitare facili abbinamenti melodici da corredare al sontuoso dispiego di mezzi d'arrangiamento.
In un percorso di rischiaramento nei contenuti lirici che porta progressivamente il disco a smorzare la carica riflessiva verso slanci più luminosi, il lavoro tuttavia sconfessa la natura del proprio concept appiattendolo in un brodo di omogenea neutralità, del tutto inadatto a una collezione che partirebbe da presupposti diversi. Tra il mormorio ipnotico di “Amelie” (dream-pop nella sua accezione più slavata) e i sogni lucidi di “Autumn's In The Air” (coi suoi risaputi puntelli di tastiera) è difficile insomma riscontrare un avanzamento di qualche tipo, afferrare il senso più intimo del progetto nel complesso.

Un vero peccato, insomma, che “The Light In You”, piuttosto che ribadire con rinnovata consapevolezza le proprietà di linguaggio e i punti di forza dell'arte dei Mercury Rev, finisca per evidenziarne gli aspetti meno interessanti, le carenze e le prevedibilità da scongiurare, in un bignamino al negativo che nulla aggiunge alla straordinaria carriera di Donahue e soci. Sperando che al prossimo giro non ci facciano attendere altri sette anni, confidiamo che riescano nel mentre a ritrovare l'intensità smarrita. Non serve loro altro.

(07/11/2015)

  • Tracklist
  1. The Queen Of Swans
  2. Amelie
  3. You've Gone With So Little For So Long
  4. Central Park East
  5. Emotional Free Fall
  6. Coming Up For Air
  7. Autumn's In The Air
  8. Are You Ready?
  9. Sunflower
  10. Moth Light
  11. Rainy Day Record


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