Polar Bear

Same As You

2015 (Leaf) | post-cool-jazz

Le copertine dei dischi dei Polar Bear sono sempre molto evocative, e già solo a uno sguardo rivelano immediatamente la natura dei loro album. Per “In Each And Every One” dell'anno scorso la scelta era ricaduta su una sorta di paradosso: da un lato il romanticismo della figura umana quasi indistinguibile nel monumentale paesaggio circostante, dall'altra quel cuore meccanico e stilizzato che unito alla natura geometrica dei tratti suggeriva il controllo, il programma. Quasi un paradigma delle calcolate scorribande impro che avevano segnato quel lavoro.

Stavolta la componente romantico-bucolica torna a prendere il sopravvento, e non è un caso che “Same As You” sia il disco che segna il rientro del quintetto nei ranghi di quel post-cool-jazz raffinatissimo a due passi dai territori Ecm che li aveva lanciati prima dell'approdo presso Leaf. Un disco che osa di meno, forse, ma che torna a mettere l'accento sul lirismo intimo preferendolo alla fisicità e alla sensazione di libertà che il predecessore riusciva a trasmettere. Un disco i cui intenti, ridimensionati, vengono però stavolta centrati appieno.

Ad esclusione dell'opener finto sci-fi di “Life, Love And Light” - forse da considerarsi come autentico divertissement – i sei gioielli che compongono questo lavoro costituiscono altrettanti piccoli universi, collegati fra di loro più dalle sonorità comuni che dal mood. “We Feel The Echoes” ripiega su un impianto quasi dub che rassimila davvero certe produzioni di casa Ecm, al pari della chiusura à-la-Garbarek di “Unrealenting Unconditional”, fra gli apici del lavoro assieme alla vivace "Don't Let The Feeling Go".

Pur palesando in maniera esplicita i legami con la tradizione e rinunciando all'impeto anticonvenzionale del free, quella di Polar Bear è più un'evasione dall'idea storica di jazz che un'autentica riconciliazione con la stessa. La fusion amorfa di “The First Steps” ne è l'emblema assieme alla splendida “Of Hi Lands”: le melodie si fanno qui quasi orecchiabili, ed è l'intero impianto a essere ridotto ai minimi termini. Non una nuova idea di jazz, forse, ma un approccio che paga mettendo in risalto la sensibilità di questo quintetto sempre più di primo piano.

(13/04/2015)

  • Tracklist
  1. Life Love And Light
  2. We Feel The Echoes
  3. First Steps
  4. Of Hi Lands
  5. Don't Let The Feeling Go
  6. Unrelating Unconditional
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