Polar Inertia

Kinematic Optics Ep

2015 (Dement3d Records) | dark-techno, ambient-trance

A voler usare la lente di ingrandimento non ci si capirebbe nulla. A ragionare per macroaree non ci si caverebbe fuori un minimo di filo logico. Partire dagli assunti di base - Parigi, Francia, anno domini 2015 - è già un tassello fondamentale per capire il come e il quando di tutta la faccenda, al perché ci si arriverà con gli anni.
Nello specifico: Polar Inertia - duo semimisterioso, uno dei due è Voiski - hanno pubblicato per l’emerita Dement3d questo doppio che - si dica senza remore di sorta e sterili storicizzazioni che nella mia testa tratto come un gentile e pacato invito rivolto da Umberto Bossi a una bandiera italiana appesa a un balcone durante una manifestazione della Lega - è una mina vagante negli equilibri elettronici. Procediamo con calma.

Polar Inertia non sono nuovi alla techno, già da qualche anno elargiscono viaggi a iosa. Dagli splendidi Ep fino all’apparizione nella Bibbia “Black Ideal” è stato un climax verticale. Quindi parliamo di due che la materia la masticano, senza improvvisazione, due che sanno il fatto loro. Tutto questo prima di questo doppio, che loro chiamano Ep, ma che in realtà si risolve - si fa per dire - in 80 minuti di musica. Che c’è di mezzo? Tutto. O quantomeno tutto ciò che un amante della musica elettronica può e deve aspettarsi da un disco. Quindi: le accelerazioni, le stasi, la cassa, l'alienazione.
Cosa va a cambiare quindi “Kinematic Optics Ep” nella geografia attuale? Niente, perché geografia non c’è. Ci sono invece lavori che segnano le trame e le direzioni del “dove stiamo andando”. Come le piene del Nilo - anche se in realtà “programmate” -  così questo doppio arriva e travolge tutto. E non segna semplicemente uno dei capisaldi elettronici di questi ultimi anni, ma riprende il dogmatismo del verbo Sandwell District e ne aggiorna idealmente la lezione portando Regis&Function al 2015.
Se c’è una tendenza che mi pare assolutamente di impatto (e di ritorno), ecco questa è il recupero della trance. O quantomeno: dell’adattamento della deep-techno più scura e ipnotica alle visioni pure nineties. Succede così che questo lavoro risulti splittato: su splendido vinile bianco - “Can We See Well Enough To Move On” - divisa in due parti. Spettri non distanti dai vetri rifranti dell’“In Stereo” a nome Fenn O’Berg per la prima tranche, placidità ambientali con sangue shoegaze grondante - leggi alla voce Jefre Cantu-Ledesma - la seconda. Ed è qui che si risolve già il primo tempo di una partita che non giocano tra le mura amiche, ma che nonostante qualche acerbità portano comunque a casa.

Al netto dello spoken della title track, inizia poi una mezz’ora di immersione definitiva. Se vuoi fare bella figura con l’amico che ha fatto un disco elettronico che tira giù i muri, digli che in un tuo ipotetico set l’avresti suonato dall’inizio alla fine. Ecco, la tripletta “Floating Away Fire”, “Hell Frozen Over” e “Vertical Ice” è lì che va a parare, dalle parti della perfezione. Come suonano? Come dovrebbe suonare i pezzi perfetti per una serata di immersione nella musica. Techno catramosa, fluttuante, spaziale. Loop continui, beat che svolgono trame libere.

L’austerità e il rigore della materia technoide viene qui piegato all’emozione. La lezione di gente tipo Acronym, Varg, Cassegrain e tutto il catalogo Northern Electronics o Prologue viene qui portata al massimo livello di coesione e completezza, ideale compendio di un qualcosa che va oltre lo steccato del genere. “Vertical Ice” - ogni oltre cosa ascoltata nel globo terraqueo negli ultimi mesi - è tutto ciò che vi fa mandare in in pappa il cervello. Parte come potrebbe partire il pezzo più bello di Tim Hecker, si inserisce un beat in divenire, si ingrossano le fila, il 4/4 si ovatta totalmente, kick che tiri giù tutti i santi esistenti e non, poi la stasi e la ripresa del cammino in una grotta di cui non si vede la fine. E di cui non vorresti vederla mai. Che cosa l’ascoltate ancora a fare la musica? Tutto l’heavy me(n)tal di cui avete bisogno è qui.

(27/06/2015)



  • Tracklist
  1. Floating Away With Fire
  2. Hell Frozen Over
  3. Vertical Ice
  4. Kinematic Optics
  5. Can We See Well Enough To Move On? (Part One)
  6. Can We See Well Enough To Move On? (Part Two)
Polar Inertia on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.