Pop Group

Citizen Zombie

2015 (Freaks R Us) | art-rock, dub-funk

Trentacinque anni dopo lo scioglimento, avvenuto dopo la pubblicazione del poderoso “For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder?”, il Pop Group torna tra noi. Ora, se da un lato qualche lacrimuccia si finisce sempre per versarla, dall’altro non manca un certo grado di apprensione, perché di reunion capaci di lasciare un segno ne ricordo pochissime. Tuttavia, a sentire le parole di Mark Stewart, le cose hanno funzionato alla grande con i vecchi amici: Gareth Sager alla chitarra, Dan Catsis al basso e Bruce Smith alla batteria. Manca solo l’altro chitarrista John Waddington, ma non si può avere tutto dalla vita.

Quanto al disco, prodotto da un Paul Epworth che ha all’attivo collaborazioni con U2, Coldplay, Paul McCartney e via di questo passo (una scelta giustificata con la volontà di tenersi al passo con le produzioni dei nostri giorni), dimenticatevi le efferatezze free-funk di “Y”, pensate ai momenti più robusti del suo successore e risintonizzatevi sui primi lavori solisti di Stewart. Proprio dagli esperimenti col dub e la musica da ballo che quest’ultimo compì insieme ad Adrian Sherwood e compagnia bella durante la prima parte degli anni Ottanta, riparte la title track e con lei questa nuova incarnazione della band di Bristol. La musica, un corpo oscuro e mutante il giusto, manipolazioni e feedback dosati con cura, qualche coretto sullo sfondo o bordate elettriche, come più avanti ascolteremo in “The Immaculate Deception”.
Con le trame disco-funk di “Mad Truth” (scandite da uno sbarazzino refrain chitarristico) si entra in pieno territorio ballabile, riattraversato con schizofrenia dalle più scontate “Shadow Child” e “Box 9” e carburate con fibrillazione pop da una spensierata “S.O.P.H.I.A.”, con l’inconscio di Stewart a fare brutti scherzi: “I’m so sorry but that’s not what I came here for”… 

Probabilmente, una ballata come “Echelon” poteva essere evitata, ma più il disco gira nel lettore e più si consolida la sensazione che, nonostante gli anni passati, il Pop Group si diverta ancora a fare musica e questo basta e avanza per giustificare tutto.
In ogni caso, oltre a una buona dose di mestiere, qualche colpo ad effetto (“Nations”, dove sembrano dei Suicide mandati a doppia velocità; “St. Outrageous”, che armeggia con oscillazioni from outer space, danzando su precipizi Gary Numan; e, ancora, “Age Of Miracles”, una take di estatica house in dub) rende questa reunion dignitosissima.

(18/02/2015)

  • Tracklist
  1. Citizen Zombie
  2. Mad Truth
  3. Nowhere Girl
  4. Shadow Child
  5. The Immaculate Deception
  6. S.O.P.H.I.A.
  7. Box 9
  8. Nations
  9. St. Outrageous
  10. Age Of Miracles
  11. Echelon

Pop Group su OndaRock
Recensioni

POP GROUP

For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder? (ristampa)

(2016 - Freaks R Us)
Ristampa in grande stile per un capolavoro del Pop Group

POP GROUP

Y

(1979 - Radar)
Il racconto vibrante ed "eccessivo" di una redenzione

News
Pop Group on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.